La realizzazione del capolinea della M5 a Monza torna al centro del confronto sull’area dell’ex Caserma IV Novembre, destinata a ospitare anche uno studentato, un parcheggio di corrispondenza e la nuova sede del comando provinciale della Guardia di finanza. Al centro della discussione c’è il futuro del bosco cresciuto nell’area dopo la bonifica, una superficie indicata in circa 25mila metri quadrati.
A intervenire è l’associazione HQMonza, da anni impegnata per il prolungamento della metropolitana in città. L’organizzazione contesta l’idea che sia il capolinea della linea a determinare l’abbattimento dell’intero bosco e invita a distinguere tra l’occupazione temporanea necessaria per i lavori e la sistemazione definitiva dell’area.
La superficie interessata dai lavori
Secondo la ricostruzione dell’associazione, basata sulle planimetrie contenute nella documentazione del Piano di governo del territorio, dell’Agenzia del Demanio e di MM Spa, la costruzione della stazione comporterà l’utilizzo temporaneo di una fascia marginale della zona boschiva, pari a meno del 5 per cento della superficie complessiva. Nel calcolo rientrano anche la fascia di sicurezza e gli spazi necessari alla realizzazione dell’opera.
La stazione sarà realizzata principalmente sottoterra. Una volta completata, in superficie resteranno due scale di accesso e un gruppo di ascensori, con una superficie indicata in circa 20 metri quadrati ciascuno. HQMonza sottolinea inoltre che tali elementi saranno collocati in una porzione già priva di vegetazione significativa, a ridosso della sede della Provincia. Il resto del terreno, secondo l’associazione, potrà essere ripristinato a verde.
La zona interessata è identificata nelle mappe con il codice ZS1. L’associazione precisa che l’intervento è stato previsto nel rispetto della Legge regionale 31/2008 e validato nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale e del Provvedimento autorizzatorio unico regionale relativo al prolungamento della M5.
Il confronto sul futuro dell’ex caserma
La discussione si è riaccesa dopo l’adozione, il 21 settembre, del nuovo Piano di governo del territorio da parte del Consiglio comunale, approvata con 20 voti favorevoli e 10 contrari. Il giorno successivo il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni ha annunciato una protesta davanti al bosco per il 3 ottobre alle 10.
Il sindaco Paolo Pilotto ha ricordato che nell’area non sono previste soltanto residenze per studenti, ma anche il capolinea della metropolitana, il parcheggio di interscambio e la nuova sede del comando provinciale della Guardia di finanza. L’abbattimento riguarda un’area destinata da circa trent’anni alla realizzazione di funzioni pubbliche, ma il primo cittadino ha riconosciuto il valore del bosco cresciuto dopo la bonifica.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’ex assessora Giada Turato, secondo cui la metropolitana occuperebbe soltanto il 5 per cento dell’area. HQMonza ha confermato questa stima e ha richiamato la storia del progetto, nato nel 2015 da una petizione popolare firmata da oltre 10mila cittadini e sviluppatosi attraverso le amministrazioni Scanagatti, Allevi e Pilotto.
L’associazione rivendica infine il sostegno trasversale ricevuto da consiglieri regionali, deputati e senatori per l’approvazione dell’opera e il reperimento dei finanziamenti. Il prolungamento della M5, per il quale è stata avviata la gara d’appalto, viene presentato come un’infrastruttura attesa da decenni e destinata a collegare Monza alla rete metropolitana.