Il rincaro dei carburanti degli ultimi mesi, alimentato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, sta incidendo anche sull’economia della Brianza. Secondo l’ultimo report dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, tra il 27 febbraio, giorno precedente l’attacco militare all’Iran, e il 25 settembre 2026 il prezzo del diesel è aumentato del 35,9 per cento, con un incremento di 0,6 euro al litro fino a quota 2,338 euro. La benzina è invece salita del 29,1 per cento, pari a 0,5 euro in più al litro, raggiungendo 2,154 euro.
Gli aumenti pesano soprattutto sulle attività che utilizzano quotidianamente i veicoli e che hanno margini ridotti per trasferire i maggiori esborsi sulla clientela. Tra le categorie più esposte figurano autotrasportatori, tassisti e agenti di commercio, costretti a sostenere costi di esercizio più elevati senza un adeguamento automatico delle tariffe o delle provvigioni.
Gli interventi pubblici
Il rapporto della Cgia mette a confronto le misure adottate dagli ultimi governi. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha stanziato 2,6 miliardi di euro in sei mesi e mezzo per contenere il caro-carburante, mentre nel 2022 il governo Draghi aveva impiegato 7,3 miliardi in otto mesi. In quel periodo, secondo lo studio, Bruxelles aveva concesso una maggiore flessibilità di bilancio dopo l’invasione russa dell’Ucraina, una possibilità che l’Unione Europea non avrebbe ancora replicato.
Dal 26 settembre al 5 ottobre il taglio delle accise sul diesel scende inoltre a 6,1 centesimi al litro. La misura si inserisce in un quadro nel quale gli aumenti dei prezzi continuano a incidere sulle imprese dei comparti legati alla mobilità e al trasporto.
Il quadro tra Lombardia e Brianza
Con 49.333 imprese attive nei tre settori analizzati, la Lombardia è la prima regione italiana per presenza di agenti di commercio, aziende di autotrasporto, taxi e Ncc. Seguono il Lazio, con 29.018 imprese, e il Veneto, con 28.913. Nel dettaglio regionale si contano 30.894 agenti di commercio, 10.384 imprese di autotrasporto e 8.055 attività tra taxi e Ncc.
In provincia di Monza e Brianza le imprese complessivamente interessate sono 4.379: 3.127 agenti di commercio, 797 aziende di autotrasporto e 455 attività tra taxi e Ncc. Il dato colloca il territorio in una posizione intermedia nel panorama lombardo, alle spalle di Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Como. Milano, con 19.374 imprese, è seconda in Italia dopo Roma.
La categoria indicata come più in difficoltà in Brianza è quella degli agenti di commercio, che percorrono mediamente 30-40 mila chilometri l’anno. L’aumento del carburante si traduce per loro in un costo fisso crescente, non compensato da provvigioni rimaste invariate. Anche i tassisti vedono ridursi il margine netto di ogni corsa: le tariffe, infatti, restano vincolate alle decisioni comunali fino all’adozione di una nuova delibera.