Schermo televisivo

Stasera su Canale 5 la storia di Carlo Acutis

L’opera segue l’adolescenza del giovane, la devozione religiosa e il riconoscimento legato alla guarigione di un bambino brasiliano.

Stasera su Canale 5 la storia di Carlo Acutis

La storia di Carlo Acutis arriva in televisione con il film Il mio nome è Carlo, in onda in prima serata su Canale 5 e disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity. Il lungometraggio ripercorre la vita del giovane morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante.

La trasmissione è prevista per domenica 27 settembre. Carlo Acutis era nato a Londra il 3 maggio 1991 e si è spento all’ospedale San Gerardo di Monza, in via Pergolesi, nel 2006. A vent’anni dalla sua morte, la sua figura continua a essere particolarmente sentita a Monza e in Brianza, oltre che da fedeli e devoti in diverse parti del mondo.

La fede e l’impegno verso gli altri

Il film racconta un adolescente che utilizzava Internet e i social per diffondere la parola di Dio. Secondo quanto riferito dalla madre Antonia e dalle persone che lo avevano conosciuto, Carlo aveva mostrato fin dall’infanzia una fede profonda e una spiccata attenzione verso chi si trovava in difficoltà.

Partecipava ogni giorno alla Messa e aiutava in modo discreto i senzatetto e le persone fragili che incontrava a Milano. Nel racconto cinematografico vengono ripercorse diverse fasi della sua crescita: l’infanzia a sei anni, la preadolescenza a undici e gli ultimi mesi della sua giovane vita.

Dalla beatificazione alla santificazione

Dopo la sua morte, attorno alla figura di Carlo Acutis si è sviluppata una vasta devozione. Nel 2018 Papa Francesco lo ha proclamato beato. Il percorso verso la santificazione è stato collegato a un miracolo avvenuto in Brasile, dove un bambino di dieci anni, affetto da una grave anomalia al pancreas, sarebbe guarito dopo aver toccato un frammento di una maglia appartenuta a Carlo.

Dal 2019 il corpo di Acutis si trova nel santuario della Spogliazione di Assisi, dove è esposto con abiti comuni, jeans, felpa e scarpe da ginnastica. La pellicola si concentra così sulla sua esperienza personale, sulla fede e sulla crescente attenzione suscitata dalla sua storia, oggi conosciuta anche tra molti giovani.