Questione sociale

Senza dimora e degrado: estate difficile negli spazi pubblici

Connetti Monza descrive presenze nelle aree vicine alla stazione e in un’area verde frequentata da famiglie.

Senza dimora e degrado: estate difficile negli spazi pubblici

Una panchina di largo Mazzini utilizzata come letto, il muretto delle aiuole di via Italia trasformato in un punto dove riposarsi all’ombra. È questa una delle immagini della città durante l’estate, quando le strade si svuotano e diventano più visibili le condizioni di chi, senza una casa e senza una rete di sostegno, vive negli spazi pubblici.

La situazione è stata osservata nella mattinata di lunedì 10 agosto da alcuni esponenti dell’associazione Connetti Monza, durante una passeggiata nel centro storico. Le saracinesche dei pochi negozi aperti erano ancora abbassate, i passanti erano pochi e tra le persone dirette verso la stazione c’erano anche uomini senza fissa dimora che dormivano sulle panchine.

Le aree più esposte

Secondo l’associazione, la condizione di marginalità interessa il percorso compreso tra la stazione e il centro. La zona della stazione viene indicata come una delle più critiche, con gruppi di persone che si concentrerebbero stabilmente lungo i marciapiedi. In corso Milano, all’angolo con via Cavour, vengono inoltre segnalati abbandoni indiscriminati di rifiuti ed episodi di degrado.

La questione riguarda anche il giardinetto di via Annoni, davanti alla mensa dei poveri del santuario della Madonna delle Grazie. Da alcune settimane, secondo quanto riferito, nell’area sostano persone senza fissa dimora, talvolta in evidente stato di ebbrezza. Il giardino, che dispone di alcune giostrine ed è frequentato da mamme, nonni e bambini, è stato al centro di segnalazioni pubblicate anche sui social.

Non vengono riferiti episodi problematici, ma tra le famiglie sarebbe cresciuta la percezione di insicurezza. In base alle testimonianze rilanciate online, le persone presenti sarebbero passate da due a quattro; alcune chiederebbero denaro e, sempre secondo le segnalazioni, l’area sarebbe interessata anche da problemi igienici. Le alte temperature renderebbero più intenso l’odore di urina, accentuando il disagio per chi frequenta il parchetto.

La richiesta di interventi strutturali

Per Giada Turato, fondatrice di Connetti Monza, non si tratta di un fenomeno riconducibile soltanto alla stagione estiva. Il disagio sociale, sostiene, sarebbe presente durante tutto l’anno e diventerebbe più evidente quando la città si svuota. Le associazioni impegnate nell’assistenza alle persone fragili e i Servizi sociali sarebbero a conoscenza delle situazioni, ma non sempre le proposte di aiuto verrebbero accettate da chi vive in strada.

L’associazione chiede quindi una programmazione capace di affrontare il problema nel medio e lungo periodo, combinando controllo del territorio, tutela del decoro e interventi di assistenza. Secondo Turato, i provvedimenti temporanei non sarebbero più sufficienti: senza soluzioni strutturali, il rischio è che la marginalità si consolidi nelle aree più frequentate e aumenti la percezione di abbandono tra residenti e passanti.