Dibattito cittadino

Polemica sulla mozione anti-fossili durante la settimana del Gp

Francesca Pontani contesta l’esposizione di vetture termiche nelle piazze e richiama emissioni, logistica e arrivo dei tifosi.

Polemica sulla mozione anti-fossili durante la settimana del Gp

Monza si prepara al Gran Premio di Formula 1, in programma il 6 settembre all’Autodromo, ma alla vigilia dell’evento si apre una discussione sulla coerenza tra le politiche ambientali della città e le iniziative previste nel centro storico. Al centro della polemica c’è la mozione presentata ad aprile dalla lista civica MonzAttiva, orientata a limitare la promozione dei combustibili fossili negli spazi pubblici.

La contestazione sul Fuori Gp

A sollevare il caso è stata Francesca Pontani, vice segretario regionale del Partito Liberaldemocratico. Secondo Pontani, il provvedimento entra in contraddizione con il Monza Fuori Gp, la manifestazione organizzata dal Comune in occasione della gara. Il programma prevede infatti l’esposizione in piazza Trento e Trieste, oltre che in altre aree della città, di automobili presentate da diverse concessionarie, insieme alla presenza di furgoni e mezzi pesanti necessari per l’allestimento degli stand.

La riflessione è stata affidata anche ai social, dove Pontani ha chiesto quale differenza vi sia tra limitare la pubblicità collegata ai combustibili fossili e ospitare per giorni auto a benzina e gasolio nelle piazze cittadine. La critica riguarda dunque non soltanto la presenza delle vetture, ma anche l’impatto complessivo dell’appuntamento: l’arrivo dei team, il trasporto dei materiali, i motor home, i veicoli tecnici e gli spostamenti del pubblico diretto all’Autodromo.

Le ragioni della mozione

La mozione era stata illustrata da Ilaria Guffanti, consigliera comunale di MonzAttiva, come un’iniziativa volta a interrompere la normalizzazione di modelli energetici ritenuti dannosi. Nel presentarla, Guffanti aveva richiamato il precedente del divieto di fumo nei luoghi pubblici, entrato in vigore con la Legge Sirchia nel gennaio 2005, sostenendo che la comunicazione urbana dovrebbe tenere conto dei danni associati all’inquinamento e delle conseguenze sulle malattie respiratorie e cardiovascolari.

L’obiettivo dichiarato dalla lista civica non sarebbe quello di demonizzare il settore automobilistico, ma di responsabilizzare le istituzioni e orientare gli spazi pubblici verso un futuro più sostenibile. La pubblicità, secondo MonzAttiva, contribuisce a indirizzare le scelte dei cittadini e dovrebbe quindi essere coerente con la lotta allo smog e con le evidenze scientifiche sugli effetti dell’inquinamento.

Pontani, invece, sostiene che l’impatto ambientale del Gran Premio non dipenda soltanto dalle monoposto in pista. A suo avviso, una parte rilevante delle emissioni sarebbe legata alla logistica delle scuderie e all’afflusso dei tifosi, molti dei quali raggiungono la città in auto. Da qui la definizione di green washing riferita alla mozione, considerata incoerente con un programma che, secondo la sua ricostruzione, ripropone da circa trent’anni l’esposizione di veicoli e la presenza di concessionarie nel centro di Monza.