Quartiere diviso

La Gigafactory di Elesa apre a Monza tra lavoro e proteste

Il Comitato Sant’Albino contesta l’uso del milione per le opere ambientali legate all’ampliamento industriale.

La Gigafactory di Elesa apre a Monza tra lavoro e proteste

La nuova Gigafactory di Elesa è stata inaugurata in via Pompei, nel quartiere Sant’Albino di Monza, ma l’ampliamento produttivo non convince tutti i residenti. Quando l’impianto entrerà a pieno regime, sono previsti circa 100 nuovi lavoratori, ai quali si aggiungeranno altrettante persone occupate nell’indotto.

La struttura comprende una nuova ala produttiva di 10mila metri quadrati, di cui 3mila destinati agli uffici. Elesa, azienda nata a Monza nel 1941 e attiva da 85 anni, progetta e realizza componenti standard in plastica tecnica, tecnopolimeri e metallo destinati all’industria meccanica, alle macchine operatrici e alle attrezzature industriali.

L’ampliamento e le compensazioni

Il progetto era stato presentato nel 2019, durante la giunta Allevi, e realizzato nel corso dell’amministrazione Pilotto. L’intervento si inserisce nell’area individuata dal Comune per il futuro Polo dell’Innovazione di Sant’Albino. All’inaugurazione, organizzata nel pomeriggio di sabato 19 settembre, hanno partecipato dipendenti, familiari ed ex lavoratori dell’azienda.

A contestare l’operazione è il Comitato di quartiere Sant’Albino, che da anni chiede interventi per migliorare la qualità della vita nella zona. Secondo il comitato, a fronte del milione di euro versato da Elesa per le compensazioni ambientali, sarebbe stata realizzata soltanto una porzione non completata di pista ciclabile. Le risorse, sostiene il gruppo, avrebbero dovuto finanziare opere individuate per ridurre l’impatto del consumo di suolo a ridosso dell’abitato.

Tra le richieste avanzate figurano la connessione ciclabile tra via Adda e la piscina Pia Grande, nuovi filari di alberi lungo le strade a maggiore scorrimento, interventi lungo il Villoresi e nell’area dell’Orto City Farmers, una nuova area per cani e un impianto di calisthenics nel giardino di via Guardini. Il comitato afferma che le proposte sono state elaborate nell’arco di quattro anni attraverso incontri, sopralluoghi e attività di volontariato.

Le critiche alla gestione comunale

Nel mirino del comitato c’è anche la gestione dell’amministrazione comunale. Durante l’ultimo incontro, risalente alla scorsa primavera, sarebbero stati mostrati alcuni progetti ancora privi di indicazioni dettagliate su tempi, modalità di realizzazione e impegni economici. I residenti lamentano inoltre di non aver ricevuto un rendiconto delle spese sostenute.

Il gruppo sostiene che una parte delle risorse sia stata destinata a una pista ciclabile lungo via Sicilia, considerata quasi un doppione di un collegamento già esistente. Un’altra quota, secondo quanto riferito dal comitato citando dichiarazioni non confermate ufficialmente dell’assessore, sarebbe stata indirizzata alla piscina Pia Grande, già destinataria di fondi del Pnrr e comunali.

Alla cerimonia era presente l’assessore Marco Lamperti, che ha richiamato il ruolo del futuro Polo dell’Innovazione. Secondo Lamperti, la sfida del nuovo Piano di governo del territorio sarà far convivere attività produttive, lavoro e innovazione con la qualità urbana. Il confronto tra l’espansione industriale e le richieste dei residenti resta quindi aperto, mentre il quartiere attende indicazioni più precise sulle opere di compensazione.