Emergenza abitativa

Famiglia a rischio strada, appello per un alloggio

La madre vive con due figli e ha un reddito mensile di 400 euro: il sostegno comunale termina a settembre.

Famiglia a rischio strada, appello per un alloggio

Alessia, nome di fantasia, è una donna di 49 anni con due figli di 12 anni a carico e un reddito mensile di circa 400 euro. Dal primo settembre rischia di non avere più un posto dove vivere. Il Comune di Monza ha sostenuto per un mese il soggiorno della madre e dei due ragazzi in un albergo della città, ma la sistemazione è destinata a concludersi senza che sia stata individuata una soluzione abitativa.

La vicenda riguarda una situazione familiare e finanziaria complessa. Alessia ha cinque figli: tre, oggi maggiorenni, avuti dall’ex marito, con il quale avrebbe avuto gravi problemi, e due, oggi dodicenni, avuti dal compagno. Per diversi anni la donna è stata seguita dai Servizi sociali di Monza, ai quali si è rivolta anche di recente per chiedere assistenza.

Le difficoltà nel trovare una casa

L’invito ricevuto è stato quello di cercare un appartamento in affitto, ma finora la ricerca non ha dato risultati. Alessia non può accedere al bando per un alloggio Aler perché risulta morosa: la posizione sarebbe legata al mancato pagamento del canone da parte dell’ex marito, una situazione che in passato aveva portato allo sfratto.

La donna è assunta con un contratto part time e a tempo indeterminato in un’azienda, dove secondo quanto riferito è stimata. Il compagno, invece, lavora con contratti a termine. Sullo stipendio di Alessia pesa inoltre una decurtazione pari a un quinto, collegata a debiti contratti dall’ex marito. Condizioni che, secondo Michele Quitadamo, referente di As.i.a, rendono quasi impossibile rispettare le garanzie normalmente richieste dai proprietari: un impiego stabile, un reddito adeguato e spesso la presenza di un garante.

La proposta dell’associazione

Quitadamo sostiene che il Comune potrebbe valutare l’assegnazione di un alloggio in deroga. Secondo il referente dell’associazione, questa soluzione avrebbe un costo inferiore rispetto alla permanenza in albergo e consentirebbe di mantenere unita la famiglia. La proposta, spiega, è stata avanzata negli anni anche alle precedenti amministrazioni comunali.

Il rappresentante di As.i.a ha stimato in 4.650 euro il costo di un mese in albergo, ipotizzando una spesa di 50 euro al giorno per ciascuna delle tre persone ospitate. Il Comune, aggiunge, proroga in media soggiorni di questo tipo per tre mesi. Da qui la richiesta di destinare le risorse alla sistemazione e all’assegnazione di un alloggio, invece di prolungare la permanenza nella struttura ricettiva.

La situazione resta quindi in attesa di una decisione. Alessia non ha trovato una casa sul libero mercato e il sostegno alberghiero sta per terminare. L’ipotesi sollevata dall’associazione è quella di un intervento abitativo temporaneo o in deroga, che permetta alla donna, al compagno e ai due figli di evitare la separazione e di affrontare l’emergenza senza finire in strada.