Accertamenti in corso

Due donne ai domiciliari per presunti maltrattamenti al nido

Il provvedimento riguarda una 42enne e una 24enne; nel fascicolo figurano ulteriori educatrici.

Due donne ai domiciliari per presunti maltrattamenti al nido

Due donne sono ai domiciliari nell’ambito di un’indagine su presunti maltrattamenti ai danni di bambini ospitati in un asilo nido della provincia di Monza e Brianza. Il provvedimento riguarda la titolare della struttura, di 42 anni, e un’educatrice di 24 anni. Le due sono indagate per maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione.

L’inchiesta è stata condotta dagli agenti della squadra mobile della questura di Monza e Brianza ed è coordinata dal pm Lorenzo Dalla Palma della procura di Monza. Le verifiche sono partite dopo alcune segnalazioni presentate dai genitori, che avrebbero riferito elementi ritenuti meritevoli di approfondimento sulle condizioni dei piccoli all’interno della struttura.

Le contestazioni agli operatori

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i bambini sarebbero stati insultati e minacciati e, in alcuni casi, sottoposti a punizioni ritenute denigranti. Agli indagati vengono inoltre contestate presunte carenze nell’alimentazione e nell’accudimento quotidiano. Si tratta di ipotesi investigative che dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

La gip del Tribunale di Monza, Elena Sechi, ha firmato l’ordinanza con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari per la titolare e per l’educatrice. La 24enne, secondo gli elementi riportati nell’indagine, avrebbe lavorato per mesi senza titoli abilitativi. Il procedimento comprende quindi anche il profilo relativo all’esercizio abusivo della professione.

Coinvolte altre due educatrici

Nell’inchiesta risultano coinvolte anche altre due educatrici, di 32 e 49 anni. Per loro, tuttavia, non è stato disposto alcun provvedimento cautelare. Il coinvolgimento nel fascicolo non equivale dunque all’applicazione di una misura restrittiva e anche le loro posizioni saranno oggetto degli ulteriori accertamenti dell’autorità giudiziaria.

La struttura non viene indicata per tutelare i minori coinvolti. Al momento, le informazioni disponibili riguardano le contestazioni formulate nell’ordinanza e il quadro investigativo ricostruito dagli inquirenti. Saranno gli sviluppi dell’indagine e le garanzie difensive previste dal procedimento a chiarire le responsabilità individuali e la consistenza degli episodi segnalati.