Scontro politico

Corbetta replica a Le Monde: «Monza non è razzista»

Il capogruppo leghista contesta il reportage francese e accusa il sindaco Pilotto di non aver difeso abbastanza la città.

Corbetta replica a Le Monde: «Monza non è razzista»

La replica al reportage sull’estrema destra a Monza pubblicato il 24 settembre dal quotidiano francese Le Monde è arrivata da Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale. Al centro della polemica c’è la rappresentazione della città proposta dall’articolo, che affrontava anche il tema del razzismo a partire dall’episodio del petardo infilato nella bocca della statua del Ponte dei Leoni da parte di un gruppo di ragazzi.

La critica al reportage

Corbetta ha contestato il taglio dell’inchiesta e ha rivolto dure critiche alla Francia sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione. Secondo il consigliere, il Paese sarebbe segnato da banlieue trasformate in quartieri ghetto, tensioni sociali, criminalità, radicalizzazione islamica e attentati. Nel suo intervento ha citato anche gli episodi di guerriglia urbana verificatisi a Parigi e in altre città francesi, con incendi, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine.

Da queste premesse, Corbetta ha sostenuto che la Lombardia non dovrebbe seguire quello che ha definito il modello francese. Il consigliere ha respinto l’idea che le richieste di maggiore sicurezza e legalità debbano essere associate automaticamente al razzismo, affermando che famiglie, commercianti e pendolari hanno diritto a vivere e lavorare senza sentirsi sospettati per le proprie preoccupazioni.

Il riferimento alla Curva Pieri e al sindaco

Nel mirino del capogruppo leghista è finito anche il riferimento alla Curva Davide Pieri, citata nel reportage. Corbetta ha definito la tifoseria un orgoglio della città, ricordando il suo impegno in iniziative benefiche sul territorio e durante l’emergenza legata al Covid. A suo giudizio, il servizio avrebbe restituito una rappresentazione ideologica e offensiva di Monza, riconducendo il dibattito sulla sicurezza all’avanzata dell’estrema destra e al razzismo.

Il consigliere ha inoltre criticato il sindaco Paolo Pilotto per le dichiarazioni rilasciate al giornalista di Le Monde. Secondo Corbetta, il primo cittadino avrebbe dovuto difendere in modo più netto la città dalle accuse contenute nel reportage, invece di liquidare come propaganda e razzismo le preoccupazioni espresse sulla sicurezza.

Nel suo intervento, Corbetta ha collegato il tema alla situazione della Brianza, descritta come un territorio fondato su lavoro, imprese e comunità. Ha chiesto più controlli, certezza della pena, rimpatri per le persone irregolari e responsabili di reati e un’immigrazione regolata. Tra i fenomeni indicati dal consigliere figurano i cosiddetti maranza, le baby gang, la violenza giovanile, la radicalizzazione islamica e l’insicurezza nelle città e nelle periferie.

In conclusione, Corbetta ha rivendicato la necessità di città ordinate e sicure, sostenendo che chi arriva debba rispettare le leggi e le regole italiane. Ha quindi respinto l’etichetta di estrema destra attribuita da Le Monde alle posizioni espresse, definendole invece una forma di buonsenso. Le dichiarazioni si inseriscono nel confronto politico locale seguito alla pubblicazione del reportage.