Sette persone, cinque uomini e due donne di età compresa tra 19 e 53 anni, sono state arrestate dai Carabinieri al termine di una violenta rissa scoppiata in via Karl Marx a Desio. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio del 22 ottobre, dopo numerose segnalazioni arrivate al 112 per uno scontro tra diverse persone armate di bastoni e spranghe di ferro.
Lo scontro in strada
Le pattuglie della Sezione Radiomobile della Compagnia di Desio e della Stazione di Varedo hanno raggiunto la zona, con il supporto di militari provenienti dalle compagnie limitrofe. I Carabinieri hanno trovato due fazioni contrapposte che si stavano colpendo sulla pubblica via. Secondo la ricostruzione, la lite sarebbe nata da dissidi di natura condominiale e sarebbe degenerata rapidamente.
Nel tentativo di interrompere la colluttazione e separare i partecipanti, uno degli uomini coinvolti avrebbe aggredito anche i militari, colpendoli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi all’intervento. L’arrivo di ulteriori pattuglie ha consentito di disperdere i contendenti e di riportare la situazione alla calma. Le sette persone, già note alle forze di polizia, sono ritenute responsabili a vario titolo di rissa aggravata, lesioni personali, porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale.
Le armi sequestrate e le misure
Al termine delle operazioni, i militari hanno sequestrato tre mazze ferrate, un bastone di legno, una stampella ortopedica deformata e una stella ninja metallica a otto punte. Alcuni partecipanti alla rissa e una familiare degli indagati, presente nelle vicinanze ma estranea ai fatti, hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari per le contusioni riportate.
Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati trasferiti nelle camere di sicurezza dell’Arma su disposizione della Procura della Repubblica di Monza, in attesa del giudizio con rito direttissimo. Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato gli arresti: per sei indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per un’altra persona è scattato il divieto di dimora nella provincia di Monza e della Brianza.