Allerta dei residenti

Il gelso centenario di Monza a rischio abbattimento per una nuova strada

Il maestoso gelso di via Guerrazzi potrebbe essere eradicato per far spazio alla nuova Zona 30.

Il gelso centenario di Monza a rischio abbattimento per una nuova strada

La realizzazione della nuova Zona 30 a Monza ha sollevato preoccupazioni tra i residenti, che temono per la sorte di un gelso centenario situato in via Guerrazzi. Questo albero, considerato un vero e proprio monumento verde, è stato al centro di richieste di tutela da parte della comunità locale, che già due anni fa aveva chiesto all’amministrazione comunale di proteggerlo dagli eventi climatici e da possibili atti di vandalismo.

Il gelso, un esemplare di Morus alba, è uno dei pochi resti della tradizione agricola di Monza, dove l’allevamento dei bachi da seta era legato alla coltivazione di gelsi. La sua presenza rappresenta un pezzo di storia della città, risalente ai tempi di Ludovico il Moro, quando la Brianza era uno dei distretti serici più importanti d’Europa. Oggi, con la crescente urbanizzazione, la maggior parte delle distese di gelsi è scomparsa, portando con sé un’importante parte dell’identità locale.

Una strada al posto di un monumento

La nuova strada, prevista dal piano di governo del territorio, collegherà via Guerrazzi a via Philips, ma il suo passaggio minaccia di eradicare il gelso. I residenti, preoccupati per la perdita di questo simbolo, hanno espresso il loro dissenso attraverso i social media, sottolineando l’importanza di preservare l’albero come testimonianza della storia di Monza.

In un post su Facebook, una residente ha affermato: “Quando quest’albero è nato, l’Italia non esisteva ancora. Nonostante ciò, rischia di non sopravvivere a causa della nuova colata di asfalto”. La comunità ha lanciato un appello all’amministrazione comunale affinché il gelso venga trattato come un monumento, evidenziando che la distruzione di un albero secolare non può essere giustificata dalla costruzione di una strada.

La risposta della comunità

La riflessione della residente ha colpito molti monzesi, dando vita a un appello corale per la salvaguardia del gelso. “Piantare qualche Liquidambar mentre si abbattono alberi che custodiscono due secoli di storia non è ecologia né compensazione ambientale”, ha concluso, sottolineando che la vera tutela dell’ambiente si misura dalla capacità di conservare ciò che è già presente. La comunità si unisce nella richiesta di proteggere questo albero, che rappresenta non solo un simbolo della storia locale, ma anche un patrimonio da preservare per le future generazioni.