Come vivere più a lungo e in buona salute è il tema del convegno inaugurale del Villaggio della Salute Monza Città Sana, in programma venerdì 9 ottobre allo Spazio Manzoni 16 di Monza. L’incontro prenderà il via alle 17 e sarà dedicato al rapporto tra aumento dell’aspettativa di vita, prevenzione e organizzazione dei servizi sanitari.
Il territorio davanti alla longevità
Il confronto partirà dalla domanda Vivremo fino a 100 anni. Il nostro territorio è pronto? e coinvolgerà istituzioni, mondo della medicina e realtà del territorio. Tra gli argomenti indicati figurano la diffusione della cultura della prevenzione, gli screening, i corretti stili di vita, la medicina territoriale e l’accessibilità alla salute.
Il tema centrale sarà la possibilità di aumentare non soltanto gli anni di vita, ma anche quelli trascorsi in condizioni di buona salute. Un obiettivo che, secondo l’impostazione del convegno, passa dalla conoscenza delle caratteristiche individuali e dei fattori di rischio, da affrontare con il supporto di medici specializzati.
Genetica e prevenzione personalizzata
Tra i contributi previsti ci sarà quello di Sergio Carlucci, genetista e nutrizionista e Communication Scientific Analyst di Cerba HealthCare Italia. Il suo intervento si basa sull’esperienza maturata nel campo della genetica e della nutrizione, con particolare attenzione a biomarcatori, nutrigenetica e fattori che possono influenzare l’età biologica.
Queste informazioni, viene spiegato, possono essere interpretate all’interno di un percorso medico per comprendere meglio come l’organismo sta invecchiando e orientare strategie di prevenzione e stili di vita più consapevoli e personalizzati. L’obiettivo non è quindi limitarsi a misurare la durata della vita, ma valutare le condizioni nelle quali gli anni vengono vissuti.
Secondo Carlucci, l’allungamento dell’aspettativa di vita pone una questione sia individuale sia collettiva, perché riguarda anche la sostenibilità del sistema di welfare. La prevenzione può contare su strumenti utili a conoscere le caratteristiche della persona, monitorare biomarcatori e individuare precocemente alcuni fattori sui quali intervenire.
Nel percorso indicato dal relatore, genetica, alimentazione, attività fisica e stili di vita sono componenti collegate. La loro integrazione, con l’accompagnamento medico, dovrebbe favorire interventi più mirati e una maggiore consapevolezza delle scelte legate alla salute.