Fischietti, megafono e striscioni hanno accompagnato la protesta organizzata a Monza dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per difendere il bosco dell’ex caserma IV Novembre. Nella mattinata di sabato 3 ottobre, i manifestanti si sono riuniti davanti alla sede della Provincia, in via Grigna, e successivamente hanno raggiunto l’area situata alle spalle dell’edificio, accanto alla questura.
Il terreno, oggi recintato e non accessibile, ospita un’area alberata di oltre 25mila metri quadrati, cresciuta dopo la dismissione dell’ex struttura militare. Secondo il progetto contestato, il bosco dovrebbe lasciare spazio a uno studentato, al capolinea della metropolitana M5, a un parcheggio di corrispondenza e alla nuova sede del comando provinciale della Guardia di finanza.
La mobilitazione dei comitati
Alla manifestazione hanno partecipato i rappresentanti del Coordinamento, numerosi cittadini e alcuni esponenti politici locali. Tra loro i consiglieri comunali Villy De Luca e Paolo Piffer, oltre all’ex assessora Giada Turato. I partecipanti hanno indossato una maglietta realizzata per l’occasione con l’immagine di un albero e la scritta Anche io sono il demanio.
Il Coordinamento ha ricordato che, secondo una valutazione forestale commissionata in precedenza, nell’area sono presenti pioppi, olmi, platani, robinie, bagolari, sambuchi, rose canine e rovi bianchi. In alcune zone sarebbero stati individuati alberi adulti alti fino a 20 metri, mentre gran parte degli esemplari raggiungerebbe un’altezza compresa tra 14 e 16 metri. I promotori della mobilitazione hanno inoltre richiamato la raccolta firme online avviata un anno fa, che avrebbe superato le 33mila adesioni.
Il confronto sul progetto
Durante il presidio sono state rivolte critiche alla giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto e alla scelta di destinare l’area alla trasformazione urbanistica. I manifestanti hanno contestato in particolare la perdita del bosco e la realizzazione di nuovo cemento, anche in relazione al parco di 8mila metri quadrati inaugurato vicino all’Iperal. Il Coordinamento ha sostenuto che lo studentato potrebbe essere costruito in aree dismesse o attraverso il recupero delle circa 7mila abitazioni sfitte presenti in città.
Il sindaco ha difeso la necessità dell’intervento spiegando che l’area, appartenente al Demanio dello Stato e in parte alla Regione, è destinata da circa 30 anni alla realizzazione di opere pubbliche. Pilotto ha sottolineato che il progetto non comprende soltanto le residenze per studenti, ma anche la stazione terminale della M5, il parcheggio di interscambio e la sede della Guardia di finanza. Ha inoltre riconosciuto il valore dell’area verde sviluppatasi dopo la bonifica dell’ex caserma.
Per il Coordinamento, però, la mobilitazione non si fermerà al presidio. I comitati stanno preparando le osservazioni al Pgt e valutano un ricorso al Tar, anche attraverso la possibile costituzione di un fondo per sostenere le spese legali. Nel corso degli interventi è stata ribadita l’opposizione allo studentato nell’attuale area e sono state annunciate ulteriori iniziative.
Tra le ipotesi prospettate dai manifestanti c’è anche quella di organizzare un presidio permanente nel caso in cui dovessero arrivare le ruspe. Alcuni partecipanti hanno parlato della possibilità di accamparsi con le tende e di salire sugli alberi, richiamando analoghe proteste svolte in altre città italiane. La battaglia sul futuro del bosco potrebbe quindi proseguire nelle sedi istituzionali e, se necessario, in quelle giudiziarie.