In Italia e in Brianza sono sempre più numerose le famiglie che scelgono di salutare una persona scomparsa senza preghiere, chiesa o sacerdote. La celebrazione laica si svolge attraverso un momento condiviso, costruito attorno alla vita, alle passioni e ai legami del defunto.
La cerimonia costruita sulla biografia
A Monza, tuttavia, manca ancora uno spazio pubblico dedicato a questo tipo di commiato. Le famiglie devono quindi organizzarsi in autonomia, individuando luoghi e modalità compatibili con una celebrazione che non prevede il rito religioso.
Il contenuto dell’incontro viene sottoposto alla famiglia, perché ogni passaggio deve essere coerente con la storia della persona scomparsa. Il celebrante ricostruisce insieme ai parenti e agli amici elementi come passioni, lavoro, amicizie e viaggi, oltre ai momenti più significativi della sua vita.
Musica e progetto per uno spazio pubblico
Anche la musica può entrare nella celebrazione e diventare parte del racconto biografico. Secondo quanto riferito da Loato, nel corso delle cerimonie sono stati utilizzati repertori molto diversi, dal Re Leone al rock, passando per Baglioni e persino l’inno dell’Inter.
Il Comune di Monza ha inserito a piano un investimento da 1,2 milioni di euro per realizzare uno spazio pubblico dedicato. L’intervento risponde alla necessità di offrire alle famiglie un luogo adeguato per celebrare un commiato laico, senza dover ricorrere ogni volta a soluzioni provvisorie o individuate autonomamente.
Nel testo disponibile non viene indicata una cifra precisa per il costo complessivo di una celebrazione laica. La questione resta comunque legata alla disponibilità di strutture e servizi, mentre la scelta del rito continua a riflettere le sensibilità e le volontà delle singole famiglie.