Presidio politico

Protesta a Monza contro il convegno di Futuro Nazionale

Lunedì 14 settembre al Binario 7 intervengono Giorgio Carta e Laura Ravetto; mobilitati Anpi, Cgil e forze della sinistra

Protesta a Monza contro il convegno di Futuro Nazionale

Monza si prepara a ospitare il primo convegno cittadino di Futuro Nazionale, ma l’appuntamento ha già suscitato la reazione di diverse realtà politiche e associative. La conferenza è in programma alle 18 di lunedì 14 settembre al teatro Binario 7, con la partecipazione dell’avvocato Giorgio Carta e dell’onorevole Laura Ravetto.

L’incontro, organizzato da Teodoro Garruto insieme agli altri comitati della Brianza, sarà dedicato ai temi della sicurezza, della remigrazione, della legittima difesa, dell’identità, del lavoro e della maternità, oltre che alla famiglia e ai rapporti con le forze dell’ordine. L’evento, al quale si accede esclusivamente su prenotazione, ha fatto registrare il tutto esaurito.

Il presidio delle realtà antifasciste

Parallelamente al convegno è stata organizzata una mobilitazione in piazza Castello, davanti al Binario 7, dalle 17 alle 20. A promuoverla è stato un gruppo di donne antifasciste, al quale si sono aggiunte diverse realtà del territorio: il centro sociale Foa Boccaccio, il gruppo locale di Fridays for Future, la Cgil, l’Anpi, il Partito democratico e il Partito della Rifondazione Comunista.

La protesta è rivolta in particolare al programma politico associato al generale Roberto Vannacci, con contestazioni sui temi della sicurezza e del ruolo delle donne. Il comitato provinciale dell’Anpi di Monza e Brianza ha inoltre criticato la scelta della sede, ricordando che l’edificio del Binario 7 fu in passato sede della Gioventù italiana del littorio. Secondo l’associazione, durante la Seconda guerra mondiale il luogo sarebbe stato utilizzato come spazio di prigionia e tortura da parte dei nazifascisti.

Le adesioni e le accuse dei contestatori

Il Pd di Monza ha annunciato la propria adesione alla manifestazione, così come la Cgil di Monza e Brianza. Il sindacato ha definito il presidio una risposta a un partito accusato di sostenere posizioni ritenute omofobe e razziste, di discriminare le persone considerate diverse e di criminalizzare stranieri, fragili e poveri.

Alla protesta ha aderito anche la Federazione di Monza e Brianza di Rifondazione Comunista, che ha definito il convegno un’iniziativa dal carattere provocatorio. Nella nota diffusa dal partito, il programma di Futuro Nazionale viene associato a orientamenti ritenuti anticostituzionali e riconducibili, secondo i promotori della contestazione, al periodo fascista.

Dal suo profilo Facebook, Vannacci ha replicato alle critiche commentando la presenza del presidio antifascista. Il generale ha scritto di accogliere favorevolmente la mobilitazione, accompagnando il messaggio con un riferimento ironico alle rose nere e alla collaborazione con il centro sociale Askatasuna di Torino.