Videosorveglianza

Sottratti 12 litri di latte davanti a un bar

Le immagini hanno mostrato il responsabile mentre prelevava le confezioni lasciate dal fornitore.

Sottratti 12 litri di latte davanti a un bar

Un uomo ha portato via 12 litri di latte lasciati all’esterno del KikiBar di Monza per la consegna delle scorte. La scena è stata registrata dalle telecamere installate fuori dal locale di via Bertacchi, nel quartiere Libertà, e il filmato è stato successivamente pubblicato sui social dai gestori.

Il furto è stato scoperto alla riapertura del bar, all’alba di giovedì 27 agosto, dopo alcuni giorni di chiusura per ferie. Quando il barista ha sollevato la saracinesca, davanti all’ingresso non c’erano le consuete confezioni di latte destinate alla preparazione di cappuccini e delle altre bevande servite nel locale.

La consegna lasciata all’ingresso

In un primo momento si sarebbe potuto pensare a una dimenticanza del fornitore. Le immagini hanno però chiarito che la consegna era stata effettuata regolarmente: le scorte erano state lasciate, come di consueto, all’ingresso del KikiBar. A portarle via è stato un uomo ripreso mentre si avvicinava al locale e si allontanava con il latte.

Nel video l’uomo indossa una tuta nera, scarpe da ginnastica e un cappellino rosso. Ha inoltre uno zainetto sulle spalle. Dalle immagini non emergono, nel testo diffuso dai gestori, ulteriori elementi sull’identità del responsabile né eventuali sviluppi sul piano investigativo.

Il commento dei gestori

Il filmato è stato condiviso sui social e ha ottenuto rapidamente attenzione. I gestori hanno scelto di accompagnarlo con un commento ironico, sottolineando che il latte utilizzato nel locale è prodotto in Valtellina e definendolo molto apprezzato. La battuta richiamava il fatto che le confezioni fossero state portate via, ma non ha cancellato il danno subito dall’esercizio.

Il caso riguarda quindi una consegna sottratta prima dell’apertura del locale, in una zona frequentata dai residenti del quartiere. A ricostruire l’accaduto sono state le registrazioni della videosorveglianza, che hanno permesso ai gestori di verificare come le scorte, inizialmente ritenute forse non consegnate, fossero state invece prelevate da una persona ancora non identificata.