Una monoposto in scala 1:1, costruita in cartapesta, ha percorso le strade della Brianza e di Milano trasportata sul carro attrezzi della Polizia di Stato. Nessun guasto, dunque, per il bolide realizzato dagli artisti di FacciaVista insieme alla Fondazione Bluemers: il trasferimento è stato organizzato per accompagnare l’opera alla conferenza stampa di presentazione del Gran Premio di Formula 1.
La vettura è stata costruita in un capannone di Seregno nell’ambito di un laboratorio al quale partecipano ragazzi autistici. Il primo trasferimento è avvenuto nella mattinata di lunedì 31 agosto, quando la monoposto è stata caricata sul mezzo della Polizia di Stato. Da Seregno il convoglio ha attraversato alcune vie del centro cittadino prima di proseguire verso Milano, con destinazione corso Venezia.
Il percorso dell’opera
Oggi, martedì 1 settembre, la monoposto sarà presentata nella sede Aci di Milano davanti ai giornalisti arrivati per l’appuntamento dedicato alla gara. Il viaggio proseguirà giovedì 3 settembre, quando la vettura sarà trasferita a Monza, in piazza Duomo, per la cerimonia ufficiale. Qui resterà per tutto il fine settimana legato agli eventi del mondo dei motori.
Il progetto è nato dalla collaborazione con la Questura di Monza, che ha riconosciuto il valore sociale dell’iniziativa. La realizzazione ha richiesto quasi un anno di lavoro e ha coinvolto un architetto, un ingegnere, due prototipisti e cinque volontari, oltre ai giovani del laboratorio. La scocca è stata costruita in legno e poi rivestita interamente di cartapesta, con l’impiego di un ponteggio per consentire la lavorazione anche della parte inferiore.
Un progetto legato all’inclusione
Per FacciaVista, la monoposto non è soltanto un’installazione ispirata al mondo delle corse, ma un’opera pensata per essere attraversata e condivisa. Il lavoro ha richiesto progettazione, costruzione delle singole parti e cura dei dettagli, valorizzando le competenze manuali dei ragazzi coinvolti.
La Questura ha definito l’iniziativa un’occasione per mostrare come l’autismo non rappresenti un limite, ma possa esprimersi attraverso capacità, creatività e determinazione. La collaborazione tra associazioni, volontari e istituzioni punta così a collegare lo sport al tema dell’inclusione e a richiamare l’attenzione sul talento delle persone con disabilità.