Sicurezza in asili

Condizionatori negli asili, polemica per la sicurezza

L'installazione di condizionatori porta a preoccupazioni per la sicurezza dei bambini.

Condizionatori negli asili, polemica per la sicurezza

L’installazione di condizionatori portatili negli asili comunali ha sollevato un acceso dibattito sulla sicurezza. Il Comune di Monza ha recentemente acquistato 27 condizionatori per affrontare le ondate di caldo, ma la loro collocazione ha destato preoccupazioni tra i cittadini.

Le critiche

Mirko Damasco, presidente dell’associazione Salvagente, ha espresso forti critiche riguardo alla posizione di un condizionatore davanti a un’uscita di emergenza. Secondo Damasco, le immagini pubblicate sui profili ufficiali del Comune evidenziano una grave mancanza di attenzione alla sicurezza. “Queste foto sono il perfetto compendio di come creare un incidente”, ha dichiarato, sottolineando che i bambini sono stati esposti a temperature elevate per oltre un mese.

La polemica è emersa dopo che il Comune ha annunciato di aver risolto il problema del caldo negli asili, ma Damasco ha evidenziato che le spiegazioni richieste non sono state fornite. “Abbiamo chiesto chiarimenti, ma non abbiamo ricevuto risposte”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza.

I rischi per i bambini

Le preoccupazioni riguardano non solo la posizione dei condizionatori, ma anche la presenza di cavi elettrici a terra e bocchettoni caldi a portata di bambino. Damasco ha avvertito che un condizionatore pesante, posizionato a un’altezza accessibile ai bambini, potrebbe rappresentare un pericolo. “Questo è semplicemente incredibile”, ha commentato, richiamando l’attenzione su un precedente episodio legato a un topicida trovato in un asilo.

Secondo Damasco, la questione della sicurezza è un problema culturale e non solo una questione di malafede o poca cura. “È un’impreparazione totale”, ha affermato, aggiungendo che nessun operatore ha sollevato preoccupazioni riguardo alla situazione. “La prevenzione non viene considerata perché non ci si forma”, ha concluso, sottolineando l’importanza di una cultura della sicurezza.