Un nuovo dispositivo per il benessere dei malati di Alzheimer è stato introdotto nella Rsa San Pietro di Monza: si chiama Lyra, un cuscino innovativo progettato da Sabrina Martorano, studentessa del corso di laurea magistrale in Integrated Product Design del Politecnico di Milano. Questo cuscino è stato sviluppato come parte della sua tesi di laurea e ha come obiettivo principale quello di stimolare i sensi delle persone affette da demenza attraverso la musica e le vibrazioni.
Un approccio non farmacologico
Lyra è concepito per migliorare il benessere delle persone con demenza, utilizzando un approccio non farmacologico che integra tecnologia, musica e stimolazione multisensoriale. Realizzato in materiale tessile morbido, può essere utilizzato in vari modi: appoggiato sulle gambe, indossato sul busto o collocato nell’ambiente domestico. Grazie a un’applicazione utilizzata dai caregiver, il cuscino permette di riprodurre playlist musicali personalizzate in base alle preferenze e allo stato emotivo della persona assistita, arricchendo l’esperienza con vibrazioni sincronizzate e caratteristiche tattili e cromatiche.
Il progetto mira a fornire un supporto concreto, promuovendo il benessere delle persone con demenza e favorendo momenti di relazione e condivisione con i caregiver. Sabrina ha dedicato tempo alla ricerca e al confronto con professionisti del settore per garantire che il cuscino rispondesse ai reali bisogni delle persone assistite.
Collaborazione con esperti del settore
Durante il processo di progettazione, Sabrina ha collaborato con diversi esperti dell’rsa San Pietro, tra cui Mariarosaria Marino, educatrice del nucleo Alzheimer, e la musicoterapeuta Serena Scalambrino. Questi professionisti hanno fornito preziosi feedback e suggerimenti, contribuendo a migliorare il progetto e a orientarne le future evoluzioni. Il prototipo di Lyra è stato presentato a vari specialisti, che hanno offerto ulteriori osservazioni per perfezionarlo.
Secondo Mariarosaria Marino, Lyra rappresenta un esempio di come la ricerca universitaria e la progettazione possano tradursi in strumenti utili per le persone con demenza e le loro famiglie. La speranza è che questo progetto possa continuare a svilupparsi e diventare un prodotto disponibile sul mercato, offrendo un valido supporto a chi vive questa condizione.