Un uomo di 85 anni è stato salvato per la terza volta dopo una grave complicanza legata a un aneurisma dell’aorta addominale. L’ultimo episodio si è verificato nella notte, quando il paziente è arrivato al Pronto Soccorso della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza con forti dolori addominali.
Gli accertamenti hanno evidenziato una nuova rottura dell’aorta, causata dal distacco della precedente ricostruzione chirurgica. L’emergenza ha richiesto l’attivazione immediata dell’équipe di Chirurgia Vascolare, diretta dal dottor Vittorio Segramora. Il rischio era quello di una grave emorragia interna, potenzialmente letale.
La procedura eseguita in emergenza
Per affrontare la situazione i medici hanno eseguito un intervento ibrido, combinando una procedura endovascolare con la chirurgia tradizionale. Dall’inguine è stata inserita una nuova endoprotesi tubulare all’interno della precedente ricostruzione. Contemporaneamente è stato realizzato un bypass per ripristinare un adeguato afflusso di sangue agli arti inferiori.
L’intervento è riuscito e, dopo pochi giorni, il paziente è stato dimesso in buone condizioni di salute. Ha quindi potuto fare ritorno alla propria vita quotidiana. La vicenda era iniziata nel 2012, quando l’uomo era stato sottoposto al San Gerardo a una procedura endovascolare per il trattamento di un voluminoso aneurisma dell’aorta addominale.
L’aneurisma è una dilatazione anomala della parete dell’aorta che, in caso di rottura, può provocare una grave emorragia interna. Nel primo intervento era stata inserita un’endoprotesi, una sorta di rivestimento interno del vaso destinato a escludere l’aneurisma dal normale flusso sanguigno senza sostituire chirurgicamente l’intero tratto interessato.
Dalla seconda rottura alla nuova complicanza
Nel 2024, a causa della mancata esecuzione dei controlli periodici, l’endoprotesi aveva perso efficacia. L’aneurisma si era nuovamente rotto e il paziente era stato trasportato d’urgenza al San Gerardo, dove era stato sottoposto a un intervento complesso: rimozione della precedente endoprotesi, trattamento dell’aneurisma e ricostruzione dell’aorta con un innesto aorto-aortico.
A distanza di quattro anni si è verificata la terza emergenza. In questo caso il problema riguardava la ricostruzione realizzata nel 2024: si era prodotto un distacco anastomotico, cioè una separazione nel punto di collegamento tra il tessuto dell’aorta e l’innesto. La conseguenza è stata una nuova rottura aneurismatica, affrontata con la strategia combinata endovascolare e chirurgica.
Secondo Segramora, la vicenda dimostra l’importanza dei controlli nel tempo dopo un intervento di chirurgia vascolare. Anche procedure eseguite correttamente possono essere seguite, a distanza di anni, da complicanze tardive che devono essere individuate e trattate rapidamente. Il direttore della struttura ha sottolineato inoltre il ruolo dell’intera équipe, dal soccorso e dal trasporto garantiti da AREU fino al Pronto Soccorso, all’Anestesia e Rianimazione, alla sala operatoria e ai tecnici di radiologia.
Il caso si inserisce nella rete regionale dedicata alle malattie dell’aorta. Con la deliberazione regionale n. XII/6657, la Lombardia ha istituito la nuova Rete di Chirurgia Vascolare e classificato i centri sulla base di competenze, tecnologie, volumi di attività ed esiti delle procedure. Il San Gerardo di Monza è stato inserito nel Gruppo A, il livello destinato alle strutture in grado di trattare l’intero spettro delle patologie aortiche toraciche e addominali, comprese le procedure più complesse.