Il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni ha annunciato una manifestazione per il 3 ottobre contro l’abbattimento del bosco di circa 25mila metri quadrati nell’area dell’ex caserma IV Novembre, a Monza. Al centro del confronto ci sono il progetto dello studentato, la realizzazione del capolinea della linea M5 e il parcheggio previsto nell’area. Il sindaco Paolo Pilotto ha sostenuto la necessità dell’intervento, mentre le associazioni contestano il legame tra la costruzione della metropolitana e il sacrificio del patrimonio verde.
La posizione dell’ex assessora
Sulla vicenda è intervenuta anche Giada Turato, ex assessora alla Viabilità, che dal giugno 2022 aveva seguito l’iter della M5 e i relativi incontri prima di essere rimossa dall’incarico dal sindaco nell’agosto 2024. In una lettera inviata alla redazione di MonzaToday, oggi presidente dell’associazione Connetti Monza e Brianza sostiene che non esista un’alternativa obbligata tra la tutela del bosco e l’arrivo della metropolitana.
Secondo Turato, l’area verde sarebbe destinata a essere sacrificata soprattutto per lo studentato e per i nuovi parcheggi, non per le opere direttamente connesse alla M5. L’ex assessora accusa inoltre l’amministrazione di alimentare una confusione tra infrastruttura e intervento edilizio, facendo apparire la salvaguardia del bosco come un ostacolo alla mobilità. Le sue valutazioni sono espresse nell’ambito della mobilitazione annunciata dai comitati contrari all’abbattimento.
Superficie interessata e destinazione dell’area
Nel bosco cresciuto dopo la dismissione e le bonifiche dell’ex caserma sono presenti diverse specie arboree e arbustive, tra cui pioppi, olmi, platani, robinie, bagolari, sambuchi e rovi. Alcuni alberi adulti hanno raggiunto un’altezza di circa 20 metri. Turato riferisce che la stazione M5 e le opere accessorie occuperebbero 1.847 metri quadrati sui 35.774 complessivi dell’area, pari al 5,16 per cento. A suo dire, il PAUR di Regione Lombardia prevede inoltre il ripristino a verde delle superfici utilizzate temporaneamente dal cantiere.
La presidente di Connetti Monza e Brianza contesta anche la scelta di collocare lo studentato al Polo Istituzionale. Secondo la sua ricostruzione, una quota dei posti sarebbe riservata a tariffe sociali e al diritto allo studio, mentre la parte restante sarebbe offerta a prezzi di mercato, stimati in oltre 800-1.000 euro al mese. Turato ritiene inoltre che per il parcheggio d’interscambio possano essere valutati i posti disponibili nell’area del centro commerciale Rondò dei Pini.
Un ulteriore elemento di critica riguarda i tempi dell’infrastruttura: se non si verificheranno ritardi, il cantiere della M5 dovrebbe concludersi nel 2034. Per l’ex assessora, fino ad allora lo studentato rischierebbe di trovarsi in una zona periferica, con collegamenti e servizi di prossimità insufficienti. Le associazioni richiamano anche gli effetti ambientali della rimozione della vegetazione, citando la qualità dell’aria e il contrasto all’isola di calore.
Turato sostiene infine che lo studentato potrebbe essere realizzato sulle superfici già asfaltate dell’ex caserma, attraverso una maggiore densificazione oppure trasferendo i volumi in altre aree dismesse, come l’ex Fossati e Lamperti. La proposta è quella di conservare il bosco e trasformarlo in un parco fruibile dal quartiere San Fruttuoso-Triante e dagli studenti. Il confronto resta aperto tra amministrazione, comitati e associazioni, mentre il Comune difende l’impostazione complessiva dell’intervento.