Urbanistica contestata

Piano per 26 appartamenti, i comitati chiedono modifiche

Nel quartiere restano aperti i nodi su viabilità, aree verdi e procedura

Piano per 26 appartamenti, i comitati chiedono modifiche

È destinato a cambiare l’area che oggi ospita gli immobili dismessi dell’ex centro fitness Mamete, in via Aspromonte. Il Piano attuativo adottato dal Comune prevede la demolizione delle strutture esistenti e la costruzione di un edificio residenziale di cinque piani, con circa 8.100 metri cubi di volume complessivo e 26 appartamenti. Una parte degli alloggi sarà destinata all’edilizia convenzionata.

L’intervento ha però aperto un confronto tra amministrazione e realtà civiche. Il Coordinamento di comitati e associazioni cittadine ha presentato osservazioni su diversi aspetti del progetto, tra cui l’impatto sulla viabilità, la collocazione delle aree a standard e la procedura urbanistica utilizzata per adottare il Piano.

La Giunta comunale ha approvato l’adozione con la deliberazione numero 243 del 7 luglio 2026. I cittadini possono presentare eventuali osservazioni al Protocollo generale del Comune entro il 21 agosto. Successivamente, l’amministrazione dovrà esaminare i rilievi e proseguire l’iter previsto per l’approvazione dell’intervento.

Le perplessità sulla viabilità

Secondo il Coordinamento, la trasformazione dell’area da sede di immobili legati a funzioni produttive, terziarie o commerciali a nuovo insediamento residenziale potrebbe generare un ulteriore carico urbanistico sul quartiere. Il punto più discusso riguarda il traffico, in una zona compresa tra via Marsala, largo Mazzini, via Buonarroti e via Mentana.

I comitati segnalano criticità già presenti nelle ore di punta, in particolare nei pressi della rotatoria di via Buonarroti. Nel mirino è finito anche lo studio di impatto viabilistico allegato al Piano, basato su rilevazioni effettuate da Monza Mobilità nel novembre e dicembre del 2019. Per il Coordinamento, quei dati non sarebbero più sufficientemente aggiornati per descrivere le condizioni attuali della circolazione.

La richiesta è quindi di effettuare nuove rilevazioni, considerando anche gli altri interventi previsti nella stessa zona. Tra questi viene indicata la trasformazione dell’ex carcere di via Mentana, situato a poca distanza dall’area interessata dal progetto residenziale.

Il nodo delle aree a standard

Un secondo fronte riguarda gli spazi destinati a soddisfare le esigenze urbanistiche generate dal nuovo insediamento. In base alla documentazione esaminata dai comitati, sarebbero necessari circa 2.072 metri quadrati di aree a standard. Il progetto prevede tuttavia di collocare queste superfici in via Gadda, a circa 2,5 chilometri dal sito di via Aspromonte.

Il Coordinamento chiede che verde e servizi siano individuati nelle immediate vicinanze dell’intervento, così da produrre ricadute dirette sul quartiere. Vengono inoltre sollevati dubbi sulla classificazione dell’area di via Gadda, che secondo le osservazioni sarebbe agricola nel Pgt vigente.

Da qui la richiesta di mantenere gli standard all’interno del perimetro del Piano oppure di individuare nella stessa zona aree edificabili di valore equivalente, anche attraverso una perizia estimativa. Si tratta di posizioni espresse dal Coordinamento, che dovranno essere valutate dall’amministrazione nel corso del procedimento.

I comitati contestano infine la correttezza dell’inserimento delle aree di via Gadda nello stesso Piano attuativo, considerata la diversa destinazione urbanistica prevista dal Pgt. Per questo chiedono alla Giunta di revocare in autotutela la deliberazione di adozione.

Secondo la loro ricostruzione, se venissero riconosciuti i presupposti indicati, dovrebbe essere applicata la procedura prevista per un Piano attuativo in variante al Pgt, con i relativi passaggi, tra cui la verifica di Vas e il coinvolgimento del Consiglio comunale. Il progetto resta ora nella fase delle osservazioni, mentre il confronto sull’area di via Aspromonte è destinato a proseguire.