Le due campane collocate sul tetto dell’ala sud della Villa Reale si avviano a tornare in funzione. Gli interventi di restauro conservativo che interessano il complesso sono infatti entrati nella fase conclusiva e comprendono anche i bronzi posti accanto al grande orologio da torre, sulla facciata rivolta verso il cortile d’onore.
Il cantiere è sostenuto dalla Maison Louis Vuitton e riguarda, oltre alle campane, il sistema dell’orologio e la facciata dell’ala sud. L’obiettivo è recuperare il funzionamento dell’antico apparato, restituendo al monumento un elemento che per lungo tempo ha fatto parte della sua identità e della sua scansione quotidiana.
Bronzi del Settecento
Le campane furono fuse nel 1771 da Bartolomeo Bozzo, come attestano la data e la firma presenti sui manufatti. Una delle marche utilizzate dal maestro campanaro riporta il nome Bartholomeus bozzius medisis fudit, mentre l’altra è Bartolomeo bozzo me fecit. Bozzo realizzò opere per numerosi edifici e chiese milanesi, tra cui Sant’Ambrogio, Sant’Eustorgio, San Vincenzo in Prato e Santa Maria al Paradiso, oltre che per il Duomo di Monza.
Le sue opere erano apprezzate per la qualità tecnica della fusione e per la resa acustica. Alla Villa Reale i bronzi costituivano parte integrante del sistema dell’orologio, collegato a un macchinario con pesi e ingranaggi capace di garantire continuità e precisione. Il movimento dell’apparato comandava automaticamente i rintocchi, mentre i pesi venivano ricaricati periodicamente.
Il nuovo meccanismo
Con il completamento dei lavori, l’orologio sarà rimesso in funzione attraverso l’installazione di moderni meccanismi, descritti come di robusta fattura e certificati Swiss Made. Il sistema sarà governato da una centrale madre oraria con controllo GPS, destinata a coordinare il funzionamento dell’apparato.
Il meccanismo storico, invece, sarà conservato ed esposto successivamente in una sala dell’edificio, secondo quanto previsto in accordo con la Soprintendenza. La scelta consentirà di mantenere visibile un dispositivo antico, integro e perfettamente conservato, separandolo dal nuovo sistema destinato a garantire il funzionamento dell’orologio.
La data delle campane apre anche un interrogativo sulla loro destinazione originaria. La costruzione della casa di campagna per l’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Lorena iniziò infatti nel 1777, mentre Ferdinando e Maria Beatrice d’Este si sposarono nel Duomo di Milano il 15 ottobre 1771. Le nozze furono accompagnate da cerimonie solenni e, per diversi giorni, i bronzi dei principali edifici religiosi del capoluogo lombardo suonarono a festa per celebrare l’arrivo del nuovo governatore.