Emergenza abitativa

Affitti in salita, Monza e Brianza frenano studio e lavoro

Le indagini di Assolombarda mostrano il peso di costi e pendolarismo sulle scelte di giovani e imprese.

Affitti in salita, Monza e Brianza frenano studio e lavoro

Trovare una casa a un prezzo sostenibile sta diventando un problema che incide non solo sull’abitazione, ma anche sulle scelte di studio e di lavoro. Il fenomeno riguarda direttamente Monza e la Brianza, dove i valori immobiliari sono cresciuti e l’offerta in locazione risente anche della forte mobilità verso Milano. È il quadro emerso dalle due ricerche presentate da Assolombarda il 21 settembre, dedicate al rapporto tra casa, occupazione e competitività dei territori.

Le indagini hanno coinvolto studenti e giovani lavoratori di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Il 47% degli intervistati ha dichiarato che la situazione abitativa ha influito sulle proprie decisioni formative o professionali. Il 39% ha inoltre rinunciato almeno una volta a un’opportunità di studio o di lavoro a causa della distanza o delle difficoltà negli spostamenti. Più della metà del campione, il 54%, si muove ogni giorno al di fuori del proprio comune di residenza.

Valori immobiliari e canoni

Secondo l’analisi realizzata da Assolombarda con Patrigest, tra il 2019 e il 2025 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 10% nel Comune di Monza e dell’11% nel resto della provincia. La crescita è stata ancora più marcata per le locazioni nei comuni brianzoli, escluso il capoluogo, dove i canoni sono saliti del 26% rispetto al 2019.

Nel 2025 il prezzo medio delle abitazioni è risultato pari a 2.517 euro al metro quadrato a Monza e a 1.715 euro nel resto della provincia. Per gli affitti, i valori medi annui indicati dalla ricerca sono di circa 120,8 euro al metro quadrato nel capoluogo e di 82,8 euro nel resto della Brianza. I dati mostrano che la pressione resta più elevata a Monza, ma si è progressivamente estesa anche agli altri comuni del territorio.

Assolombarda descrive l’area come caratterizzata da una doppia funzione: da un lato è strettamente collegata a Milano attraverso il pendolarismo, dall’altro dispone di un tessuto produttivo manifatturiero e terziario capace di generare una domanda autonoma di personale. L’aumento dei valori immobiliari e la limitata disponibilità di abitazioni in locazione possono quindi incidere sulla capacità delle imprese di trovare e trattenere lavoratori.

Contratti più flessibili

A Monza non stanno aumentando soltanto i costi, ma sta cambiando anche il mercato delle locazioni. I nuovi contratti sono cresciuti del 2,7% nel 2025 rispetto all’anno precedente e del 6,9% in confronto al 2018. La trasformazione più rilevante riguarda però la durata degli accordi.

Gli affitti ordinari di lungo periodo, che nel 2018 rappresentavano il 79% dei nuovi contratti, nel 2025 sono scesi al 48%. Nello stesso anno le locazioni agevolate di lunga durata hanno raggiunto il 28%, mentre i contratti temporanei ordinari sono arrivati al 22%. La ricerca collega il cambiamento alla richiesta di formule più flessibili e compatibili con il costo dell’abitazione.

Nel campione complessivo delle quattro province, le spese per la casa assorbono mediamente il 38% del reddito mensile. Il 42% degli intervistati dichiara di avere incontrato almeno una difficoltà nel sostenere tali costi nell’ultimo anno, mentre il 41% prenderebbe in considerazione una sistemazione temporanea proposta dal proprio datore di lavoro.

Per Assolombarda la risposta richiede una collaborazione più stretta tra imprese e istituzioni, con un aumento delle abitazioni a canone sostenibile, strumenti per favorire gli investimenti aziendali nell’abitare e un coordinamento tra politiche della casa, urbanistica e trasporti. Per Monza e la Brianza la sfida consiste nel mantenere accessibile il territorio, evitando che la distanza dall’abitazione diventi un ostacolo per chi cerca un impiego o per le aziende alla ricerca di personale.