È morto a Meda Franco Milia, storico custode del centro sportivo Busnelli. Aveva 73 anni e per circa quattro decenni si era occupato dell’impianto di via Busnelli, diventando un punto di riferimento per società sportive, atleti e famiglie. La sua scomparsa ha suscitato dolore tra i familiari e tra le numerose persone che ne avevano conosciuto la disponibilità e l’instancabile impegno.
Originario della Sardegna, Milia aveva costruito la propria vita familiare e professionale in Brianza. Sposato con Maria, era padre di Luca, Stefano e Cristina e nonno di sei nipoti. Prima di dedicarsi al centro sportivo aveva lavorato all’Alfa Romeo di Arese e come attacchino. Al Busnelli si occupava della pulizia degli spogliatoi, della manutenzione e della cura del verde, seguendo ogni aspetto della struttura con attenzione.
Il malore dopo il rientro dalle vacanze
I primi segnali di malessere sono comparsi a settembre, dopo il rientro dalle vacanze trascorse in Sardegna e Sicilia. Nel giro di circa quindici giorni Milia ha iniziato ad accusare una forte stanchezza. È stato accompagnato prima all’ospedale di Desio e poi a quello di Saronno, dove gli è stata diagnosticata una polmonite.
Dopo la dimissione, le sue condizioni sono nuovamente peggiorate. Gli accertamenti hanno portato alla diagnosi di encefalite da virus West Nile, una malattia trasmessa dalle zanzare che, soprattutto in persone già debilitate, può avere conseguenze gravi. Ricoverato ancora all’ospedale di Saronno, Franco Milia è deceduto nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre.
Il ricordo delle società sportive
Anche dopo il pensionamento, Milia aveva continuato a frequentare il mondo sportivo come volontario, offrendo il proprio contributo e la propria consulenza al centro di via Icmesa. La sua presenza era rimasta legata anche al Busnelli, che aveva seguito per decenni e al quale aveva dedicato gran parte della propria vita.
L’Ac Meda lo ha ricordato come un riferimento per il centro e come un tifoso vicino alla squadra, sempre interessato ai risultati anche quando non poteva assistere alle partite. Il Real Meda ha sottolineato invece il suo ruolo nella storia della società e nella crescita di generazioni di bambine e ragazze. Per entrambe le realtà, la scomparsa di Milia lascia un vuoto che va oltre il ruolo di custode: viene a mancare una presenza familiare, apprezzata per dedizione, disponibilità e affetto.