Si è spenta a 103 anni Irene Beretta, conosciuta da tutti come la zia Irene. Nata e cresciuta nella frazione di Villa Raverio, a Besana in Brianza, è stata per decenni un punto di riferimento per la comunità locale, grazie a una presenza costante nella vita parrocchiale e alle numerose attività dedicate agli altri.
L’ultimo saluto si è tenuto lunedì mattina, 31 agosto, nella chiesa parrocchiale di Villa Raverio, luogo in cui Irene Beretta si era raccolta in preghiera per tutta la vita. Alla celebrazione hanno partecipato le persone che l’avevano conosciuta e che negli anni le erano rimaste accanto, circondandola di affetto e attenzioni.
Una vita al servizio degli altri
Animata da una fede profonda e da una grande disponibilità, Beretta aveva ricoperto a lungo l’incarico di presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica. Era inoltre vicina all’Unitalsi e aveva preso parte a più di trenta pellegrinaggi, organizzati a Lourdes e a Fatima, mantenendo nel tempo un forte legame con le attività religiose e assistenziali.
Il suo impegno si esprimeva anche nella quotidianità della parrocchia. Proclamava le letture dall’ambone, riuscendo a leggere senza occhiali, e portava la Comunione agli anziani come ministro straordinario dell’Eucarestia. Aveva inoltre svolto attività di volontariato alla Rsa San Camillo alla Visconta e al Centro diurno disabili di Villa Raverio.
Il ricordo della comunità
Anche negli ultimi anni non aveva rinunciato al sorriso e al desiderio di rendersi utile. In occasione della festa organizzata in oratorio per i suoi 100 anni, aveva raccontato di aver donato la propria vita al Signore e di sentirsi pronta ad affrontare ogni cosa con Gesù nel cuore.
A quella festa avevano partecipato anche il sindaco Emanuele Pozzoli, l’allora parroco responsabile della Comunità pastorale Santa Caterina, don Mauro Malighetti, e monsignor Erminio De Scalzi, suo amico di lunga data e già assistente dell’Azione Cattolica Ambrosiana. Davanti alla sua abitazione era stato esposto uno striscione con un messaggio di vicinanza: un gesto con cui l’intera comunità aveva voluto ringraziarla e farle sentire il proprio affetto.