Segnalazione sociale

Rifiuti e solitudine nello scalo ferroviario brianzolo

Un runner ha rimosso rifiuti; nella sala d’attesa ha trovato una persona senza dimora durante una mattina torrida.

Rifiuti e solitudine nello scalo ferroviario brianzolo

Una corsa domenicale all’alba si è trasformata in una segnalazione sulle condizioni della stazione ferroviaria di Arcore e del parcheggio dello scalo. Il luogo, frequentato ogni giorno da numerosi pendolari, è stato descritto come segnato da sporcizia, degrado e solitudine.

A documentare la situazione, con una serie di fotografie, è stato Roberto Manzato, plogger e runner conosciuto per l’abitudine di raccogliere i rifiuti abbandonati durante le sue corse nel Parco di Monza e nei comuni della Brianza. La sua attività consiste nel recuperare i materiali lasciati a terra e smaltirli correttamente.

Rifiuti nell’area della stazione

La mattina di domenica 9 agosto, durante la tappa ad Arcore, Manzato ha trovato diversi rifiuti nell’area dello scalo. A terra, secondo quanto riferito, c’erano mozziconi di sigaretta, pacchetti, fazzoletti, lattine e bottiglie di vetro. Anche i cestini risultavano pieni, con la presenza di materiali che, come osservato dal runner, avrebbero dovuto essere smaltiti in modo diverso.

Tra i rifiuti raccolti sono stati notati anche i resti di serate trascorse a bere. Manzato ha provveduto a recuperare quanto abbandonato e a conferirlo per lo smaltimento. La segnalazione riguarda sia il parcheggio sia gli spazi interni della stazione, dove la situazione di degrado si è intrecciata con una condizione di forte vulnerabilità sociale.

La persona senza dimora nella sala d’attesa

Entrato nella sala d’attesa per trovare un po’ di refrigerio, il runner ha visto un uomo sdraiato sul pavimento. Si tratta di una persona senza fissa dimora, già segnalata nelle settimane precedenti, che aveva sistemato alcuni giornali come materasso e utilizzava un plaid per coprirsi.

Accanto all’uomo erano presenti una stampella e una bottiglia d’acqua. La stampella potrebbe essere legata a difficoltà di deambulazione, ma il testo non fornisce ulteriori informazioni sulle sue condizioni. La scena è stata descritta da Manzato come il simbolo di una situazione di profonda solitudine, resa ancora più evidente dalle giornate torride e dalla scarsa presenza di persone in città.

Manzato, che in passato ha svolto attività di volontariato con associazioni impegnate nell’assistenza alle persone senza dimora, ha espresso il proprio turbamento per quanto visto. La vicenda mette così in evidenza due aspetti distinti ma presenti nello stesso luogo: l’abbandono di rifiuti negli spazi frequentati dai pendolari e la presenza di una persona in condizioni di grave fragilità all’interno della stazione.