Negli ultimi tempi, la città ha visto l’installazione di numerose cisterne verdi destinate a contenere filtri a carboni attivi per la rete dell’acqua potabile. Queste strutture, visibili in diverse aree verdi, hanno sollevato interrogativi tra i cittadini riguardo alla loro funzione e sicurezza.
Le cisterne sono state collocate da BrianzAcque in vari punti, tra cui via Grassi/Durini, via Nievo, Monte Bisbino e Montecassino. Si prevede che il numero totale di cisterne possa arrivare a circa trenta, corrispondenti ai pozzi dell’acqua potabile presenti in città. Sebbene queste cisterne rappresentino un servizio fondamentale per migliorare la qualità dell’acqua, l’associazione HQMonza ha espresso preoccupazioni riguardo al loro accesso facile e potenziale vulnerabilità.
Preoccupazioni per la sicurezza
La questione principale sollevata da HQMonza riguarda la sicurezza delle cisterne, che potrebbero essere facilmente accessibili a malintenzionati. I filtri contenuti all’interno sono cruciali per rimuovere sostanze chimiche nocive come i PFAS, ma la loro esposizione potrebbe renderli vulnerabili a vandalismi o danneggiamenti. L’associazione ha suggerito che sarebbe opportuno proteggere queste strutture, magari nascondendole con cespugli o telai di rampicanti, o addirittura collocandole in strutture chiuse.
“Messi in questo modo, questi bidoni dicono a chiunque: ‘un pozzo dell’acqua potabile è proprio qui’”, ha dichiarato un rappresentante di HQMonza. “Ci domandiamo quale grado di sicurezza offrono per vandalismi, danneggiamenti o peggio. Se presi di mira, potrebbero bloccare l’apporto di acqua alla rete, rendendo necessaria una protezione migliore”. Isabella Tavazzi, portavoce dell’associazione, ha anche espresso sorpresa per la scelta di Brianzacque, storicamente attenta all’ambiente e alla qualità della città. “Vorremmo rassicurazione dall’azienda e dal Comune che quelle cisterne non resteranno esposte alla vista, così come invece attualmente sono”, ha concluso.