Futuro aziendale

STMicroelectronics e sindacati al ministero: futuro e investimenti in gioco

Incontro al Ministero per discutere investimenti e salvaguardia dei posti di lavoro.

STMicroelectronics e sindacati al ministero: futuro e investimenti in gioco

Un incontro cruciale si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) il 28 luglio 2026, coinvolgendo STMicroelectronics, i sindacati e le istituzioni per discutere il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori, in particolare per il sito di Agrate Brianza. L’azienda ha presentato un piano di rilancio che prevede investimenti complessivi di 12 miliardi di euro, di cui 8 miliardi provenienti direttamente dall’azienda e 4 miliardi da risorse pubbliche.

Piano di rilancio e occupazione

Durante l’incontro, STMicroelectronics ha confermato i piani di trasformazione industriale già discussi in precedenti incontri con il Ministero e le Regioni. L’azienda ha manifestato la disponibilità a ulteriori incontri a settembre per presentare un accordo quadro che miri a gestire in modo sostenibile gli impatti occupazionali. I sindacati, rappresentati da Pietro Occhiuto della Fiom Cgil, hanno espresso soddisfazione per le garanzie ricevute riguardo agli investimenti e al mantenimento dei posti di lavoro, sottolineando che nessun lavoratore, inclusi quelli precari, deve essere lasciato indietro.

Il sito di Agrate Brianza, che impiega oltre 5.000 persone, è considerato un punto di riferimento nel settore della microelettronica. I sindacati hanno chiesto che il piano di transizione tecnologica non solo garantisca occupazione stabile, ma anche diritti e salari adeguati per tutti i lavoratori coinvolti.

Richieste e preoccupazioni

La Fiom Cgil ha evidenziato l’importanza di tutelare i lavoratori, in particolare i 57 addetti alla logistica, che non possono essere esclusi dal perimetro aziendale. Barbara Tibaldi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, ha sottolineato che le ingenti risorse pubbliche devono essere accompagnate da condizioni vincolanti per garantire la qualità dell’occupazione. La Usb, invece, ha manifestato preoccupazioni riguardo alla ristrutturazione del sito, evidenziando che potrebbe portare a vuoti di lavoro e richiedendo verifiche puntuali sul processo di transizione.

Inoltre, Usb ha chiesto un cambio di direzione da parte delle istituzioni e dell’azienda, proponendo la riduzione dell’orario di lavoro e l’introduzione di un salario di transizione per garantire la tutela di tutti i lavoratori, compresi quelli in staff leasing. Senza impegni chiari, la Usb ha avvertito che non ci sarebbero le condizioni per sottoscrivere un accordo quadro.