Il San Gerardo dei Tintori è considerato da molte famiglie il reparto dei “miracoli”, dove migliaia di pazienti sono stati salvati da situazioni critiche. La Terapia Intensiva del nosocomio monzese non si limita a salvare vite, ma accompagna i pazienti e i loro familiari in un nuovo percorso di vita.
La vita dopo un grave evento, in particolare di natura neurologica, cambia radicalmente per chi lo subisce e per chi gli sta accanto. Eventi cerebrali acuti, come traumi cranici, ictus ed emorragie cerebrali, possono alterare profondamente la quotidianità. In passato, i pazienti dimessi venivano lasciati alle cure del medico, ma all’Irccs San Gerardo è stato avviato un percorso di follow-up che si è rivelato vincente. Chi esce da questo reparto non deve accontentarsi di essere sopravvissuto, ma deve poter riprendere in mano la propria vita, affrontando eventuali problemi futuri.
Chi sono i pazienti “miracolati”
Il progetto di follow-up, attualmente articolato in quattro ambulatori specialistici, è nato circa dieci anni fa dalla Rianimazione Generale e si è ampliato per includere pazienti provenienti da diverse aree critiche, come la Terapia Intensiva Cardiochirurgica e la Terapia Intensiva Neurochirurgica. Questo ultimo percorso è dedicato a pazienti sopravvissuti a gravi eventi cerebrali, una categoria spesso esclusa dai programmi di follow-up. Questi pazienti possono sviluppare conseguenze tipiche della sindrome post-terapia intensiva e necessitano di un approccio multidisciplinare che integri aspetti neurologici, cognitivi, funzionali, psicologici e sociali.
Un modello di riferimento nazionale
Nel corso degli anni, oltre 500 pazienti sono stati seguiti, con circa 150-180 visite ambulatoriali all’anno. Questo progetto ha fatto scuola a livello nazionale, evidenziando che la sopravvivenza non è l’unico obiettivo, ma è fondamentale affrontare anche i postumi fisici e psicologici che possono emergere dopo la dimissione. Le ripercussioni si fanno sentire soprattutto all’interno del nucleo familiare, dove il paziente può trovarsi in un ruolo completamente diverso, specialmente se giovane o adulto. La Fondazione IRCCS San Gerardo ha così sviluppato un programma di follow-up per identificare precocemente le problematiche post-dimissione e indirizzare pazienti e famiglie verso i percorsi terapeutici e assistenziali più adeguati.
I pazienti sono seguiti dagli stessi professionisti che li hanno assistiti durante il ricovero, attraverso visite ambulatoriali fino a due anni dalla dimissione. Durante questi incontri, vengono valutati vari aspetti, tra cui lo stato funzionale, gli esiti neurologici, le capacità fisiche e cognitive, il benessere psicologico e la qualità della vita. Questo monitoraggio consente di intercettare problematiche che possono insorgere anche mesi dopo la fase acuta, facilitando il collegamento con specialisti e servizi riabilitativi. Ogni ambulatorio costruisce percorsi personalizzati in base alle esigenze specifiche dei pazienti.
L’obiettivo rimane quello di favorire il miglior recupero possibile della qualità della vita e il ritorno ai propri ruoli familiari, lavorativi e sociali. Il follow-up è anche uno strumento prezioso per i professionisti della Terapia Intensiva, poiché consente di comprendere gli esiti reali delle cure e migliorare le decisioni cliniche. Un elemento distintivo del progetto è il modello organizzativo medico-infermieristico, dove medici e infermieri collaborano per garantire un’assistenza integrata e continua.