La crisi aziendale di Electrolux ha portato a una situazione critica per i dipendenti, costretti a prendere ferie “forzate”. La Provincia di Monza e Brianza si schiera al fianco dei lavoratori, mentre si avvicina un incontro al tavolo ministeriale. Nello stabilimento di Solaro, molti lavoratori brianzoli rischiano di rimanere senza lavoro.
La mozione del gruppo Brianza Rete Comune
Il gruppo di centrosinistra Brianza Rete Comune ha presentato una mozione che sarà discussa martedì prossimo, in concomitanza con le trattative tra sindacati, azienda e rappresentanti regionali. Secondo il gruppo, le proposte avanzate da Electrolux non garantiscono una tutela adeguata per i lavoratori, poiché, sebbene gli esuberi siano stati ridotti, non sono stati completamente eliminati, lasciando i dipendenti in una situazione di incertezza.
Il capogruppo Vincenzo Di Paolo ha sottolineato che l’azienda ha unilateralmente imposto ferie obbligatorie per far fronte al calo di produzione, compromettendo il diritto dei lavoratori al riposo. “Le ferie non possono essere usate come ammortizzatore sociale”, ha affermato Di Paolo, evidenziando l’inaccettabilità di tali decisioni durante le trattative in corso.
Il futuro della manifattura in Brianza
La situazione di Electrolux è particolarmente significativa per il territorio, dove l’azienda ha storicamente garantito posti di lavoro a centinaia di dipendenti. La possibilità di delocalizzazione della produzione in Paesi con costi del lavoro inferiori potrebbe avere ripercussioni su altre aziende manifatturiere locali, sia piccole che grandi.
Di Paolo ha anche richiamato l’attenzione sui finanziamenti pubblici ricevuti da Electrolux negli ultimi anni, sottolineando che tali risorse sono state destinate a ricerca e innovazione. La situazione ricorda quella di un altro colosso, STMicroelectronics, che ha affrontato una crisi simile, sollevando preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori.
Brianza Rete Comune chiede alla Provincia di sostenere il ritiro del piano di esuberi e di adottare un piano industriale che garantisca il mantenimento delle produzioni in Italia e la salvaguardia dei posti di lavoro. Inoltre, si richiede un impegno da parte del Governo per affrontare il problema dei costi energetici, ritenuti eccessivi rispetto al resto d’Europa.