Degrado urbano

Interrogazione a Seregno sui cassonetti degli abiti usati

Il consigliere Trezzi chiede verifiche sulla destinazione delle donazioni e valuta lo spostamento dei contenitori.

Interrogazione a Seregno sui cassonetti degli abiti usati

A Seregno torna al centro dell’attenzione la situazione attorno ai cassonetti gialli destinati alla raccolta degli indumenti usati. Vestiti abbandonati, rifiuti e sporcizia si accumulano in prossimità dei contenitori, alimentando un problema che, secondo quanto segnalato, si ripete da tempo e viene discusso anche sui social network. Le immagini pubblicate a corredo della segnalazione sono d’archivio.

La questione è stata sollevata con un’interrogazione dal consigliere comunale Edoardo Trezzi, segretario locale della Lega. L’esponente chiede all’Amministrazione comunale di valutare se sia opportuno rimuovere i contenitori o individuare una diversa modalità di collocazione, anche alla luce dei dubbi sulla gestione degli abiti conferiti dai cittadini.

I dubbi sulla destinazione degli indumenti

Nel documento viene richiamata una recente inchiesta giornalistica della trasmissione Le Iene, secondo la quale soltanto l’11 per cento del valore del materiale raccolto arriverebbe alla Caritas. Il riferimento riguarda i cassonetti contrassegnati dalla scritta Dona valore e da adesivi riconducibili alla Caritas Ambrosiana. Le informazioni citate nell’interrogazione vengono poste come elemento di valutazione politica e non costituiscono, da sole, un accertamento sulla gestione dei contenitori presenti in città.

Trezzi richiama inoltre le indagini della Direzione distrettuale antimafia, secondo cui il sistema delle donazioni di abiti usati può alimentare traffici illeciti dai quali la criminalità organizzata, compresa la camorra, ricaverebbe profitti rilevanti. Il consigliere chiede quindi se il Comune sia a conoscenza dell’effettiva destinazione degli indumenti raccolti e se questi vengano realmente avviati alla Caritas.

La proposta per i contenitori

Tra le ipotesi avanzate c’è lo spostamento dei cassonetti che riportano l’adesivo di Gelsia all’interno della piattaforma di via Reggio. Secondo il consigliere, una collocazione in un’area controllata potrebbe contribuire a limitare l’abbandono dei vestiti e dei rifiuti accanto ai contenitori, oltre a rendere più chiara la gestione del materiale raccolto.

Nell’interrogazione viene ricordato anche il ruolo delle associazioni di volontariato locali impegnate nella raccolta di abbigliamento usato. La richiesta di Trezzi è dunque rivolta all’Amministrazione, chiamata a chiarire la destinazione delle donazioni e a valutare soluzioni alternative per evitare nuove situazioni di sporcizia e degrado. In passato, inoltre, si erano verificati episodi in cui alcune persone erano rimaste intrappolate o incastrate nei cassonetti nel tentativo di recuperare gli indumenti al loro interno.