Palazzo Arese Jacini, a Cesano Maderno, ospita la mostra dedicata a Franco Dacquati, artista milanese formatosi all’Accademia di Brera. L’esposizione, promossa dall’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda in occasione del Mercato Europeo, sarà visitabile dal 17 al 25 ottobre e propone 47 opere, tra 36 dipinti e 11 sculture, oltre ad alcuni documenti.
Curato da Ferdinando Zanzottera, il percorso ricostruisce la varietà della ricerca di Dacquati, pittore, scultore, poeta e insegnante attivo nel corso del Novecento. La sua produzione non è facilmente riconducibile a una sola corrente e affronta temi diversi, dal paesaggio urbano alla memoria del conflitto, passando per i viaggi, le figure femminili e la danza.
Le città tra trasformazione e visioni
Nelle opere dell’artista, la città non è un semplice sfondo, ma un organismo segnato dal lavoro umano, dai cambiamenti architettonici e dalle contraddizioni del progresso. I cantieri di Milano mostrano una realtà in continua trasformazione, mentre i dipinti e i disegni dedicati a Parigi si concentrano su tetti e strade, restituendo immagini raccolte e suggestive. Il percorso comprende anche vedute di Amsterdam, Copenaghen e Bergen.
Accanto agli ambienti urbani compaiono i paesaggi montani e collinari dell’Umbria, della Sardegna e del Piemonte, oltre alle coste greche, a Positano e alle cave di marmo. In Cave di Carrara, dipinto del 1984, il paesaggio diventa una riflessione sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente. La città, nella visione di Dacquati, rappresenta insieme una promessa di futuro e un luogo in cui interrogarsi sul senso delle trasformazioni: il Grattacielo Pirelli, per esempio, è associato all’ingegno collettivo, mentre altre modifiche urbane suscitano il timore di una perdita della storia e dell’identità dei luoghi.
La guerra raccontata attraverso le persone
Un secondo nucleo della mostra è dedicato alla memoria della Seconda guerra mondiale. Tra il 1942 e il 1944 Dacquati fu inviato artistico sui fronti del conflitto. L’esperienza diretta della guerra e il successivo interesse per la Resistenza lasciarono tracce nei disegni, nei racconti e nel modo di rappresentare la vita quotidiana.
Le opere non mostrano soltanto scontri e distruzioni, ma anche attesa, solitudine e fragilità. Nel dipinto L’attesa attraverso lo scontro, una donna seduta in una stanza spoglia attende il ritorno di una persona cara, mentre la città visibile dalla finestra collega la dimensione privata alle conseguenze collettive del conflitto. Un altro episodio, ambientato durante i bombardamenti di Palermo, ricorda un commilitone intento a suonare un pianoforte rimasto tra le macerie: un gesto che interrompe per un momento paura e desolazione.
La rassegna presenta inoltre opere dedicate alle figure femminili e alle ballerine, tra cui L’esclusa, Balletto di New York e Scarpette da ballo. Il movimento viene suggerito attraverso posture e gesti appena accennati. La scultura completa il percorso con sperimentazioni in legno e cemento e con soluzioni orientate verso l’astrazione.
Alla mostra è collegato un programma di attività gratuite rivolte soprattutto a bambini e ragazzi. Sabato 17 ottobre sono previsti un laboratorio di pittura, Giocando con Brera e un incontro sulla lavorazione del legno. Domenica 18 ottobre si terranno nuove attività artigianali e un laboratorio multisensoriale ispirato ai paesaggi urbani dell’artista.
La giornata di domenica si concluderà alle 20.30 con Passi sospesi, spettacolo di danze sui trampoli ispirato alle ballerine di Dacquati, con la direzione di Giovanni Moleri del Teatro dell’Aleph e il coordinamento di Lucia Pia Usuelli. Le iniziative proseguiranno nel fine settimana successivo, con l’apertura della mostra sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle 15 alle 21.