Voci solidali

A Ornago il racconto da Gaza e l’appello alla pace

I rappresentanti di Medici Senza Frontiere ed Emergency hanno illustrato condizioni locali e iniziativa legislativa contro il riarmo.

A Ornago il racconto da Gaza e l’appello alla pace

Una serata dedicata alla situazione nella Striscia di Gaza, alla testimonianza degli operatori umanitari e alle iniziative per la pace si è svolta a Ornago. L’incontro, intitolato A pezzi la guerra, è stato organizzato martedì 29 settembre dal gruppo politico Progresso e Solidarietà, con la partecipazione di Angelo Rusconi, coordinatore operativo di Medici Senza Frontiere già impegnato a Gaza, e di Matteo Giuffrida, volontario di Emergency.

Nel corso dell’appuntamento gli organizzatori hanno richiamato l’attenzione sulla crisi nella Striscia, sottolineando come, a un anno di distanza, la copertura mediatica del conflitto si sia ridotta mentre la situazione sul terreno continua a essere drammatica. Secondo quanto riferito durante la serata, i droni colpiscono la città, la popolazione è sottoposta a continui ordini di evacuazione e gli episodi di violenza da parte dei coloni continuano a sconvolgere la vita quotidiana degli abitanti.

La speranza nonostante la guerra

Angelo Rusconi ha invitato a mantenere viva la luce dell’umanità e della speranza, prima di tutto dentro di sé e poi nei rapporti con gli altri. Tra gli esempi citati c’è quello di padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza, che ha scelto di mantenere aperta la scuola per i bambini nonostante i bombardamenti e le difficoltà quotidiane.

Durante l’incontro è stato ricordato che la scuola della Sacra Famiglia ha riaperto il 22 settembre 2026, accogliendo oltre mille studenti. La popolazione palestinese, è stato evidenziato, continua a subire violenze fisiche e psicologiche, ma non rinuncia a immaginare il futuro e a costruire una famiglia. Il tema è stato richiamato anche attraverso una canzone dedicata al coraggio degli abitanti di Gaza, il cui ritornello recita: “Non sono stanco di vivere, sono stanco di morire”.

Il ruolo delle organizzazioni umanitarie

La presenza di realtà come Medici Senza Frontiere ed Emergency è stata indicata come fondamentale per sostenere la popolazione e contrastare il senso di abbandono. Le organizzazioni umanitarie operano in un contesto segnato da violenze, emergenze e continue difficoltà, portando assistenza e mantenendo un collegamento con le comunità coinvolte nel conflitto.

La serata ha inoltre richiamato la responsabilità di chi vive lontano dai teatri di guerra. Attraverso scelte e comportamenti orientati alla pace, è stato sostenuto, anche i cittadini possono contribuire a mantenere viva l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti e sul valore della solidarietà.

Matteo Giuffrida ha quindi presentato la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare Io obietto la guerra, promossa nell’ambito della campagna R1PUD1A e destinata a essere portata in Parlamento. L’obiettivo è riconoscere a tutte e tutti il diritto di non partecipare alla catena militare, logistica e culturale della guerra.

La proposta chiede in particolare il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza alla guerra e al riarmo. La campagna invita inoltre a rifiutare l’uso delle armi, a contrastare l’ipotesi di ripristino del servizio militare e a difendere i principi dell’articolo 11 della Costituzione.