Diritti in Europa

Volti di Maja T. sui muri della Brianza per chiederne la liberazione

Una mobilitazione dell’associazione locale riaccende l’attenzione sulla condanna emessa in Ungheria

Volti di Maja T. sui muri della Brianza per chiederne la liberazione

Ventiquattro immagini di Maja T. sono comparse sui muri di diversi centri della Brianza e dell’area milanese. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Brianza Oltre l’Arcobaleno per chiedere la liberazione della persona non binaria tedesca, condannata in Ungheria a sette anni di carcere nell’ambito del procedimento sugli scontri avvenuti durante un raduno neonazista a Budapest nel febbraio 2023.

I manifesti, realizzati dall’artista seregnese Clara Cloro, raffigurano il volto stilizzato di Maja T. Nella parte inferiore compare una rappresentazione della distruzione dello stato di diritto, accompagnata dall’appello a liberarla. Le immagini sono state affisse a Monza, Cavenago, Ornago, Mezzago, Vimercate, Arcore, Villasanta, Brugherio, Seregno, Desio, Lissone, Agrate, Triuggio e Concorezzo, oltre che in altri punti del territorio milanese.

La condanna e il procedimento

Maja T. è stata condannata nel processo relativo alle violenze contestate durante la manifestazione neonazista del 2023. L’accusa aveva ipotizzato lesioni personali gravi nel quadro di una presunta organizzazione criminale e aveva inizialmente chiesto 24 anni di reclusione. Dopo la sentenza di primo grado, la pena è stata rideterminata in appello in sette anni.

La persona imputata era stata arrestata in Germania e poi trasferita in Ungheria attraverso una procedura di estradizione, contestata dalla difesa davanti ai tribunali tedeschi. Fin dall’inizio della detenzione, Maja T. è stata sottoposta a un regime carcerario duro e all’isolamento. Nel corso del procedimento, la difesa ha messo in discussione la solidità dell’impianto accusatorio, sostenendo che non vi fossero elementi materiali direttamente riconducibili all’imputata, come immagini video o tracce biologiche, e contestando il rilievo attribuito alle testimonianze delle persone aggredite.

Le iniziative in Brianza

Brianza Oltre l’Arcobaleno aveva già portato la vicenda all’attenzione pubblica durante il Brianza Pride, partito da Cologno Monzese e concluso a Brugherio. In quell’occasione era intervenuta anche l’europarlamentare monzese Ilaria Salis, che durante la propria detenzione nel carcere di Budapest aveva conosciuto la storia di Maja T.

L’associazione ha organizzato nel tempo incontri pubblici e la proiezione di un docufilm dedicato alla vicenda. Il 17 maggio, al Teatro Binario 7 di Monza, a Maja T. è stato assegnato il Premio Leone Arcobaleno, mentre l’associazione le ha attribuito simbolicamente la tessera numero 001. Con la nuova affissione, gli attivisti intendono richiamare l’attenzione sulle garanzie processuali, sulle condizioni di detenzione e sulla tutela delle persone transgender e non binarie.

Secondo Brianza Oltre l’Arcobaleno, le contestazioni sollevate dalla difesa continuano a essere al centro della denuncia pubblica portata avanti da associazioni e attivisti in diversi Paesi europei. L’organizzazione ha annunciato che proseguirà le iniziative insieme alla Rete Brianza Pride, sostenendo che il rispetto dei diritti fondamentali, delle garanzie processuali e della dignità delle persone non possa essere considerato una questione interna a un singolo Stato.