La discussione nata attorno alla scelta dell’Hosteria 2.0 di Lesmo di rivolgersi a una clientela adulta potrebbe trasformarsi in un progetto condiviso per tutta la Brianza. La sindaca di Lesmo Sara Dossola e l’europarlamentare del Partito Democratico Pierfranco Maran hanno proposto di realizzare una mappa dei bar e dei ristoranti dotati di servizi pensati per chi frequenta i locali con bambini.
L’idea arriva dopo la forte attenzione suscitata dal video con cui il gestore dell’Hosteria 2.0 aveva annunciato la decisione di non rivolgersi, in particolare, alle famiglie con bambini sotto i 7 anni. Il piccolo ristorante, che dispone di 26 posti a sedere, non offre seggioloni, menù per bambini, spazi gioco o altri servizi dedicati ai più piccoli. La scelta aveva generato polemiche e attirato l’interesse dei media nazionali, ma aveva ricevuto anche il sostegno di alcuni genitori favorevoli alla presenza di locali destinati a una clientela adulta e a un’atmosfera più tranquilla.
La proposta per il territorio
Secondo quanto spiegato da Dossola e Maran in una nota congiunta, la proposta è già stata condivisa con Confcommercio, che l’avrebbe accolta positivamente. Il passaggio successivo sarebbe coinvolgere i sindaci della Brianza interessati, così da superare i confini del singolo Comune e costruire uno strumento con una dimensione territoriale più ampia.
La mappa, nelle intenzioni dei promotori, non dovrebbe diventare una graduatoria né dividere gli esercizi in locali migliori o peggiori. L’obiettivo è fornire alle famiglie informazioni chiare per individuare il luogo più adatto alle proprie esigenze e, nello stesso tempo, dare visibilità agli esercenti che scelgono di investire nell’accoglienza di genitori e bambini.
Dai servizi alla scelta consapevole
Tra gli elementi che potrebbero essere indicati figurano la disponibilità di un seggiolone, di un fasciatoio, di un bagno adeguato e di uno spazio per giocare. La mappa potrebbe inoltre segnalare la presenza di attività di animazione oppure, più semplicemente, di ambienti e personale organizzati per accogliere con serenità anche i clienti più piccoli.
Il gestore dell’Hosteria 2.0 aveva precisato che la decisione non nasceva da un atteggiamento contrario ai bambini o alle famiglie, ma dalle caratteristiche del locale: luci soffuse, musica di sottofondo e assenza di servizi dedicati. La scelta era stata presa anche dopo un episodio legato a un problema con una cliente e comunicata prima della prenotazione, con l’intento di evitare situazioni spiacevoli all’arrivo.
La sindaca e l’europarlamentare considerano quindi la mappa un possibile modo per trasformare una vicenda divisiva in una proposta utile alla comunità. Il progetto partirebbe da Lesmo, ma potrebbe estendersi agli altri Comuni della Brianza, lasciando agli utenti più informazioni e una maggiore possibilità di scelta senza imporre un modello unico ai pubblici esercizi.