Un fiore sulla targa dedicata a Lea Garofalo, nel cimitero cittadino di San Fruttuoso a Monza, per ricordare la figlia Denise Cosco. È l’iniziativa promossa dall’Osservatorio antimafie Monza e Brianza Peppino Impastato dopo la morte della donna, avvenuta a 35 anni. Alla cerimonia aderisce anche l’associazione Libera.
La cerimonia in ricordo
La deposizione era prevista per le 10 di sabato 12 settembre. Una delegazione di Libera avrebbe portato un fiore sulla targa dedicata a Lea, con un messaggio rivolto a Denise: ora riposa in pace con la tua mamma. L’invito era aperto anche ai cittadini.
La targa si trova accanto al monumento realizzato dallo scultore Ernesto Galimberti e intitolato La porta del dolore. Il luogo richiama la vicenda di Lea Garofalo, uccisa nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco, padre di Denise. Il corpo della donna, fatto a pezzi e bruciato, fu ritrovato nel 2012 proprio in un campo di San Fruttuoso.
La scelta di Denise
Denise aveva seguito la strada della madre, opponendosi alla ’ndrangheta e collaborando con la giustizia. Si era costituita parte civile contro il padre, aveva partecipato alle indagini e aveva testimoniato dietro un paravento, chiedendo che venisse fatta luce sull’omicidio di Lea. Sostenuta da Don Luigi Ciotti e da Libera, aveva partecipato, seppure nascosta, ai funerali della madre nel 2013.
La donna era rimasta sotto protezione fino al 2018, poi aveva cambiato identità e aveva cercato di ricostruire una vita normale. Aveva un lavoro e un bambino, oggi quasi di quattro anni, ma secondo quanto riportato il peso della solitudine e del passato familiare aveva continuato a gravare sulla sua esistenza.
Domenica 6 settembre Denise si era lanciata da un palazzo di Roma. Dopo quattro giorni di agonia, è morta giovedì 10 settembre. Il gesto ha riportato l’attenzione sulla storia di una donna che, come la madre, aveva scelto di non piegarsi alla criminalità organizzata.
La cerimonia di Monza intendeva mantenere vivo il ricordo di entrambe. L’iniziativa si richiamava anche alle parole di Peppino Impastato, giornalista ucciso nel 1978 e simbolo dell’impegno contro le mafie.