Il debutto di Futuro Nazionale a Monza è accompagnato da una mobilitazione di protesta e dalle dichiarazioni del partito fondato dal generale Roberto Vannacci. L’appuntamento politico è previsto per lunedì 14 settembre alle 18 al teatro Binario 7, dove sono stati invitati l’avvocato Giorgio Carta e l’onorevole Laura Ravetto.
L’incontro e la protesta
La conferenza affronterà temi come sicurezza, legittima difesa e remigrazione, oltre a identità, lavoro, maternità, famiglia e rapporti con le forze dell’ordine. L’iniziativa è stata organizzata da Teodoro Garruto insieme agli altri comitati della Brianza e si inserisce nel percorso di costituzione delle realtà locali di Futuro Nazionale.
In concomitanza con l’incontro, un comitato di donne antifasciste ha annunciato un presidio dalle 17 alle 20 nel parcheggio di piazza Castello, di fronte al Binario 7. La mobilitazione punta a contestare la presenza in città del partito e il programma politico presentato per l’appuntamento.
La replica del partito
Alla protesta hanno risposto il comitato monzese e Giorgio Carta, uno dei relatori. In un messaggio diffuso sui social, l’avvocato ha sostenuto che la manifestazione rappresenta una forma legittima di dissenso, ma ha respinto l’accostamento al fascismo: Futuro Nazionale non si richiama ai regimi del passato, ha affermato.
Carta ha aggiunto che in una democrazia è legittimo contestare pacificamente un partito, così come è legittimo per una forza politica riunirsi, presentare le proprie proposte e confrontarsi con i cittadini. Secondo il relatore, l’antifascismo rivolto contro Futuro Nazionale individuerebbe un bersaglio sbagliato e sposterebbe il confronto dai problemi attuali a una contrapposizione considerata superata.
Anche Stefano Graziano, referente del Comitato 1903 di Monza-Futuro Nazionale, ha definito l’incontro un appuntamento aperto al pubblico sui temi della sicurezza, del lavoro, della famiglia e dei rapporti con le forze dell’ordine. Graziano ha preso atto della mobilitazione annunciata e ha richiamato il valore del confronto democratico, chiedendo che entrambe le iniziative si svolgano nel rispetto della legge e del diritto di manifestare.