Il protossido di azoto, conosciuto anche come gas esilarante o gas della risata, è arrivato anche nell’area di Monza e Brianza. La sostanza, presentata come apparentemente innocua per gli effetti euforizzanti di breve durata, viene inalata attraverso palloncini e, secondo quanto riportato, può essere reperita anche in alcuni bar insieme allo spritz.
A richiamare l’attenzione sui rischi è Carlo Locatelli, primario del Centro Antiveleni, che ha descritto a Dossier le conseguenze osservate nei giovani esposti. Il quadro, secondo il medico, non si limita alla risata o alla sensazione di leggerezza: alcuni ragazzi arrivano a manifestare encefaliti e parestesie, cioè alterazioni della sensibilità come formicolii e intorpidimento.
Come avviene l’inalazione
La modalità illustrata nel servizio è semplice. Il palloncino viene inserito direttamente sul bocchettone della bomboletta; dopo l’apertura del rubinetto, il contenitore in lattice si gonfia. L’estremità non viene annodata e il palloncino viene appoggiato alla bocca. Il gas viene quindi inalato nei polmoni e l’operazione può essere ripetuta più volte, svuotando progressivamente il contenuto.
È proprio la facilità della procedura a contribuire alla diffusione del consumo ricreativo. Il gesto può apparire privo di conseguenze immediate, mentre gli effetti sull’organismo possono essere più seri di quanto suggerisca la definizione di gas della risata. La descrizione del Centro Antiveleni mette in discussione il falso mito della sostanza inoffensiva e segnala la necessità di considerare con attenzione i sintomi neurologici dopo l’inalazione.
I rischi segnalati dagli specialisti
Nel richiamo all’intervento di Locatelli viene indicato anche il rischio che i ragazzi finiscano in coma. Il testo non fornisce dati numerici sui casi registrati né una ricostruzione dettagliata degli episodi avvenuti sul territorio, ma collega il fenomeno alla disponibilità del prodotto e alla sua vendita in contesti di socialità e divertimento.
La vicenda riguarda dunque una sostanza percepita da alcuni consumatori come un espediente per ottenere un effetto rapido e breve, ma associata dal Centro Antiveleni a manifestazioni cliniche rilevanti. L’avvertimento rivolto ai giovani nasce dalla distanza tra l’immagine leggera del prodotto e le conseguenze descritte dagli specialisti, tra cui disturbi neurologici e perdita di coscienza.