Nei giorni del Gran Premio di Formula 1 è tornata a Monza la discussione sull’utilizzo dei pass istituzionali riservati a politici e amministratori del territorio. Secondo quanto denunciato da Paolo Piffer, consigliere comunale della lista di opposizione Civicamente, diversi esponenti politici di Monza e della Brianza avrebbero partecipato all’evento utilizzando accrediti gratuiti, documentando la presenza sui social con fotografie dagli spalti, dalla pista e dalle aree dedicate agli ospiti.
La contestazione riguarda anche l’area hospitality del Comune, dove, secondo il testo, è previsto un servizio di catering. La distribuzione degli accrediti coinvolgerebbe da anni rappresentanti politici di schieramenti diversi. Piffer considera questa consuetudine un privilegio non giustificato e sostiene che i biglietti dovrebbero essere acquistati direttamente da chi intende assistere alla gara, senza ricorrere alle dotazioni istituzionali.
La presa di posizione di Piffer
Il consigliere ha affidato ai social una nuova critica, accompagnata dall’immagine di un servizio televisivo dedicato al Gran Premio. Nel messaggio ha definito scrocconi i politici che usufruiscono degli ingressi gratuiti e ha sostenuto che quello in corso potrebbe essere l’ultimo appuntamento al quale molti di loro parteciperanno da ospiti. La frase, dai toni netti, annuncia l’intenzione di proseguire la battaglia anche in vista della prossima edizione.
Piffer afferma di opporsi alla distribuzione dei biglietti da circa quindici anni, cioè da quando siede tra i banchi dell’opposizione. La sua posizione riguarda sindaci, assessori e consiglieri comunali di Monza e della Brianza, con una distinzione: a suo giudizio, l’ingresso gratuito potrebbe essere giustificato per il sindaco e per l’assessore eventualmente impegnato nell’organizzazione dell’evento.
Il criterio proposto
La proposta del consigliere è che chi riceve un biglietto per sé o per destinarlo ad altri sostenga il costo con risorse proprie. Nel richiamare una presa di posizione dello scorso anno, Piffer ha escluso che l’accredito debba essere utilizzato anche per amici, familiari, associazioni o persone che non avrebbero la possibilità economica di assistere alla gara. Un eventuale gesto di solidarietà, secondo la sua impostazione, dovrebbe infatti essere finanziato personalmente dal politico.
La critica si estende al diverso livello di partecipazione che, a suo dire, si registrerebbe tra le attività istituzionali e il Gran Premio. Piffer ha osservato che durante le sedute del consiglio comunale possono rimanere posti vuoti, mentre in occasione della gara la presenza degli amministratori sarebbe molto più ampia. Il tema sollevato è quindi quello dell’uso degli accrediti istituzionali e dell’opportunità di collegarli esclusivamente a compiti effettivi di rappresentanza o organizzazione.
Nel testo non vengono indicati numeri complessivi sui biglietti distribuiti né eventuali decisioni già assunte per la prossima edizione. La vicenda resta dunque una polemica politica locale rilanciata dal consigliere di opposizione, che chiede di interrompere una prassi considerata ingiustificata e di rendere personale il costo dell’accesso per gli altri rappresentanti politici.