La frazione di Bernate, ad Arcore, torna a fare i conti con il problema degli odori molesti. Da mesi i residenti segnalano la presenza di esalazioni particolarmente intense, ma negli ultimi due o tre mesi il fenomeno avrebbe raggiunto livelli ritenuti non più tollerabili. L’origine precisa dei miasmi non è stata ancora accertata, mentre le istituzioni lavorano per individuare eventuali responsabilità e possibili soluzioni.
Gli episodi vengono riferiti soprattutto lungo l’ex statale 36, al confine tra Arcore e Usmate Velate, nel centro della frazione e in zone come via Golgi e viale Brianza. Il fenomeno non si manifesta in modo costante: le segnalazioni si concentrano spesso nelle ore serali, la domenica o al mattino presto, alternando momenti di forte intensità a periodi di apparente tregua.
Il confronto con l’azienda
La questione è stata rilanciata anche sul piano politico. Nelle scorse settimane Simone Sgura, esponente del Partito Democratico, aveva sollecitato un intervento più deciso dell’amministrazione e invitato il sindaco Maurizio Bono a valutare la presentazione di un esposto alla Procura, con l’obiettivo di tutelare la popolazione e chiarire l’origine delle emissioni.
La Giunta di Arcore ha quindi incontrato Granarolo nella giornata di martedì 1° settembre, nell’ambito del tavolo tecnico già attivo presso la Provincia di Monza e Brianza. L’amministrazione ha riferito di essere in contatto con il presidente del Comitato di frazione di Bernate, Ivan Puleo, che ha raccolto le istanze degli abitanti e trasmesso agli enti il malessere della comunità.
Al centro del confronto c’è il possibile ruolo del depuratore dello stabilimento produttivo. L’obiettivo è stabilire se le emissioni siano riconducibili, in tutto o in parte, all’impianto e se possano essere presenti ulteriori concause. Al tavolo partecipano, oltre al Comune e a Granarolo, anche ATS Brianza, ARPA Lombardia e Brianzacque.
Nuovi dati durante il periodo estivo
Secondo quanto riferito dall’amministrazione, le rilevazioni finora disponibili nell’ambito del Progetto MOLF hanno evidenziato emissioni odorigene riconducibili al depuratore di Granarolo. I valori misurati sarebbero tuttavia risultati tollerabili e entro i limiti previsti dalla normativa. Il Comune ha chiesto di aggiornare i dati, concentrando l’attenzione sul periodo in cui gli abitanti hanno percepito con maggiore frequenza il fenomeno.
Durante l’incontro, la società ha spiegato che in estate la produzione dello stabilimento aumenta. Per questo la stagione viene considerata utile per raccogliere ulteriori rilievi e verificare l’eventuale correlazione tra il livello dell’attività produttiva e la frequenza degli episodi segnalati a Bernate. Granarolo ha manifestato la propria disponibilità a collaborare e ad adottare eventuali misure correttive indicate dalle analisi tecniche.
Nel Progetto MOLF sono coinvolti anche cittadini volontari, impegnati nella raccolta e nella tracciatura delle segnalazioni. I dati complessivamente acquisiti saranno elaborati dai tecnici di ARPA e successivamente esaminati nella prossima riunione del tavolo tecnico provinciale, già calendarizzata.
L’amministrazione comunale assicura che la vicenda resterà tra le priorità, sottolineando che il semplice rispetto dei limiti di legge non può cancellare il problema vissuto quotidianamente dagli abitanti. L’impegno dichiarato è proseguire gli accertamenti con gli enti coinvolti, individuare gli interventi più efficaci e garantire alla cittadinanza informazioni costanti sui successivi sviluppi.