Monza si è fermata per l’ultimo saluto a Paolo Gianturco, alla moglie Cristina Maria Bianco e ai figli Matteo e Pietro, morti il primo agosto in un incidente aereo avvenuto in Perù. Il Duomo ha accolto una folla composta da familiari, amici, conoscenti e numerosi cittadini, riuniti per accompagnare la famiglia nel rito funebre.
Le quattro bare sono state accolte sul sagrato in un clima di silenzio e partecipazione. Alla cerimonia ha preso parte anche il sindaco Paolo Pilotto, con il gonfalone della città. L’amministrazione comunale ha proclamato per la giornata il lutto cittadino, in segno di vicinanza ai familiari delle vittime.
La celebrazione in Duomo
Il rito è stato presieduto dall’arciprete, monsignor Marino Mosconi, e concelebrato da altri cinque sacerdoti. In apertura sono stati ricordati Paolo, Cristina Maria, Matteo e Pietro, mentre don Giuseppe Massaro ha letto il messaggio dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.
Nel suo intervento, l’arcivescovo ha richiamato l’immagine dei discepoli che, dopo la morte di Cristo, si riuniscono per celebrare la fede e rinnovare la speranza. Un messaggio rivolto alla comunità raccolta nel Duomo e alla famiglia, colpita dalla tragedia avvenuta durante il viaggio in Perù.
Il ricordo della famiglia
In chiusura della celebrazione, l’arciprete ha invitato a fare tesoro dell’esperienza della morte per imparare a vivere con maggiore consapevolezza e santità. Ha inoltre sottolineato il valore del ricordo dei propri cari, destinato a restare presente nel cuore di chi li ha conosciuti.
I familiari hanno chiesto di ricordare Paolo, Cristina Maria, Matteo e Pietro attraverso donazioni a favore delle associazioni Alberio e Amma Italia Aps. La richiesta accompagna il commiato pubblico e il dolore della comunità monzese, stretta attorno alla famiglia nel giorno dei funerali.