Massimo Cappato, esponente monzese di Civicamente, critica la decisione del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, presieduto dal sindaco Paolo Pilotto, di rinnovare fino al 2044 la concessione esclusiva dell’Autodromo alla Sias. Al centro dell’intervento, pubblicato sui social e rilanciato anche dalla lista di opposizione, non c’è una contrarietà all’impianto o al Gran Premio, ma il metodo seguito dall’amministrazione.
La contestazione sui tempi
Cappato mette in dubbio la scelta di comunicare l’accordo ad agosto, quando molti cittadini sono lontani dalla città. A suo giudizio, un provvedimento di questa portata avrebbe richiesto un confronto pubblico prima che la decisione fosse assunta, attraverso un’assemblea o un momento di discussione con la cittadinanza.
L’esponente di Civicamente ricorda che alla Festa dell’Unità di Monza, organizzata all’inizio di luglio, erano stati affrontati diversi temi politici e sociali, dall’ambiente al diritto alla salute, dal Medio Oriente all’economia. Secondo Cappato, tuttavia, non sarebbe stata colta l’occasione per spiegare ai monzesi le intenzioni dell’amministrazione sull’Autodromo e per raccogliere osservazioni su una concessione destinata a incidere per i prossimi diciotto anni.
Il nodo della piscina del Parco
Nel suo intervento, Cappato richiama anche la questione della piscina del Parco, che non è stata inserita nella concessione a Sias. La riattivazione dell’impianto, spiega, sarebbe stata rinviata a un intreccio di procedure amministrative e burocratiche, con l’indicazione di affrontare il tema entro aprile 2027. Secondo l’attivista, proprio il rinnovo della concessione avrebbe potuto offrire all’amministrazione una maggiore forza negoziale per discutere anche questo intervento, destinato a un utilizzo pubblico.
La critica non riguarda il valore economico del Gran Premio. Cappato riconosce l’importanza dell’indotto generato dall’evento e la necessità di garantire al concessionario un orizzonte temporale adeguato per sostenere gli investimenti. Proprio la complessità dell’operazione, però, avrebbe dovuto spingere il Comune e il Consorzio a illustrare in anticipo le ragioni della scelta, le eventuali alternative e i punti oggetto di trattativa.
Nel finale del post, l’esponente di Civicamente collega la vicenda alla più generale disaffezione verso la politica. La mancata partecipazione dei cittadini, sostiene, non può essere poi utilizzata come motivo di lamentela se le decisioni vengono presentate quando il confronto è già concluso. Il rinnovo alla Sias resta quindi al centro di una polemica politica che riguarda soprattutto trasparenza e partecipazione nelle scelte sull’area dell’Autodromo.