Protesta cittadina

Diciassette alberi abbattuti, il Comune difende le compensazioni

Residenti e ambientalisti contestano l’intervento; previste sei nuove piante nella proprietà e undici in spazi pubblici.

Diciassette alberi abbattuti, il Comune difende le compensazioni

L’abbattimento di 17 alberi ad alto fusto ha suscitato proteste tra i residenti di via Buonarroti, a Monza. Le piante, alcune delle quali raggiungevano un’altezza di circa 30 metri, sono state rimosse all’interno di un’area privata per consentire la realizzazione di una nuova palazzina. L’intervento è avvenuto nella giornata di martedì 18 agosto.

All’esterno del cantiere sono state affisse le indicazioni relative all’autorizzazione e alle opere di compensazione previste. Il piano stabilisce la messa a dimora di 6 nuovi alberi nel giardino della proprietà privata e di altri 11 esemplari in area pubblica, tra Regina Pacis e San Damiano. Una soluzione che, tuttavia, non ha convinto i cittadini e i gruppi ambientalisti.

La protesta dei residenti

Manuela Marini, residente nelle vicinanze del cantiere, ha contestato la scelta sostenendo che le future piantumazioni non potranno restituire in tempi brevi i benefici garantiti dagli alberi abbattuti. Secondo la residente, le nuove piante non possono sostituire rapidamente l’ombra, l’ossigeno e il contributo ecologico assicurati da esemplari maturi e di grandi dimensioni.

Marini ha spiegato di essersi mobilitata per cercare di fermare l’intervento e di avere inviato, alla fine di giugno, una pec al Comune senza ricevere risposta. Dopo avere contattato telefonicamente gli uffici comunali e la consulta di quartiere, riferisce di essere stata indirizzata da un interlocutore all’altro, con l’indicazione che, in presenza di un’autorizzazione, non ci sarebbero stati problemi.

La vicenda ha alimentato anche il confronto sui social network e le critiche degli ambientalisti alla giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto. Al centro del dibattito c’è il regolamento del verde urbano, approvato nel 2025, e il livello di tutela assicurato agli alberi presenti nelle aree private.

La posizione del Partito democratico

Il Partito democratico di Monza ha difeso la regolarità dell’operazione. In un intervento pubblicato sulla propria pagina Facebook, il partito ha ricordato che il regolamento comunale prevede la compensazione degli alberi abbattuti attraverso nuove piantumazioni a carico del soggetto privato. La sostituzione calcolata sul valore ornamentale, più onerosa, sarebbe invece applicabile al suolo pubblico.

Come esempio è stata citata la scuola Bellani, dove 27 abbattimenti saranno compensati con un numero maggiore di nuove piantumazioni. Il Pd ha ribadito di considerare gli alberi un patrimonio da tutelare, sostenendo che nel caso di via Buonarroti le procedure previste siano state rispettate.

La discussione riguarda però anche la distanza temporale tra l’abbattimento di una pianta adulta e la crescita dei nuovi esemplari. Giada Turato, ex assessora al Verde e fondatrice dell’associazione Connetti Monza e Brianza, ha definito insufficiente il regolamento approvato nel 2025. A suo giudizio, il testo non garantirebbe una protezione adeguata del patrimonio arboreo nelle proprietà private e valuterebbe le compensazioni soprattutto sulla base del valore ornamentale e patrimoniale.

Turato sostiene invece la necessità di considerare i servizi ecosistemici forniti dalle piante, come l’assorbimento della CO2, la produzione di ossigeno, la riduzione delle polveri sottili e l’ombra. Secondo le sue valutazioni, per compensare questi effetti nel caso di un esemplare alto 30 metri possono essere necessari dai 10 ai 30 giovani alberi. L’ex assessora ha inoltre richiamato l’importanza dell’irrigazione e della manutenzione nei primi anni, segnalando il rischio che una parte delle nuove piante non sopravviva senza cure adeguate.

Per i gruppi ambientalisti, quindi, la compensazione prevista non equivale a una sostituzione immediata del patrimonio perduto. Il Comune e il Pd sostengono invece che l’abbattimento e le nuove piantumazioni rientrino nelle regole vigenti.