Un messaggio sul cellulare, apparentemente inviato dal nipote, chiedeva un aiuto economico immediato. La somma indicata era di 820 euro, da trasferire tramite bonifico con coordinate che sarebbero state fornite nella conversazione. La destinataria, però, non ha effettuato il pagamento perché aveva già ricevuto un avvertimento.
Poco prima, infatti, il giovane aveva pubblicato un messaggio nello stato di WhatsApp e sui social per avvisare i propri contatti. Il suo numero di telefono era stato clonato e avrebbe potuto essere utilizzato per inviare richieste di denaro a familiari e conoscenti. L’avviso invitava a non rispondere a eventuali messaggi provenienti dal suo cellulare.
Il controllo con la famiglia
La donna ha quindi contattato il cognato per verificare se il ragazzo fosse davvero in difficoltà. Il familiare le ha confermato che Luca stava bene e che non aveva bisogno di ricevere denaro. Il contatto diretto ha permesso di chiarire rapidamente la situazione e di interrompere la conversazione con chi si spacciava per il giovane.
In seguito, il nipote ha inviato alla zia anche un messaggio vocale su WhatsApp per rassicurarla. Secondo quanto riferito dalla donna a MonzaToday, le persone che scrivevano al ragazzo non riuscivano a raggiungerlo direttamente: i messaggi sarebbero stati intercettati dal truffatore, che rispondeva fingendosi Luca.
La richiesta di bonifico
Il falso interlocutore cercava di convincere i destinatari a procedere con il trasferimento, fornendo le coordinate bancarie per versare la somma. La richiesta era presentata come un’emergenza personale, con l’obiettivo di spingere la vittima ad agire senza effettuare verifiche.
In questo caso, la segnalazione pubblicata dal giovane e il controllo svolto dalla zia hanno evitato che il bonifico di 820 euro venisse eseguito. La vicenda mostra il meccanismo della frode: l’accesso a un account o l’utilizzo di un numero consente di sfruttare i rapporti personali della vittima per rendere più credibile la richiesta di denaro.