Chiusura per sette giorni per un locale di Meda, dopo una serie di episodi che avevano alimentato le proteste dei residenti. Il provvedimento è stato disposto venerdì 14 agosto dal questore di Monza, Giovanni Cuciti, per motivi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza. L’attività commerciale era già stata al centro di segnalazioni per schiamazzi, musica ad alto volume e liti frequenti.
L’aggressione dopo la richiesta di abbassare la musica
La vicenda più grave si era verificata a giugno, quando un residente era entrato nel locale per chiedere di ridurre il volume della musica. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era stato picchiato da due clienti. I presunti aggressori erano stati denunciati dai carabinieri, mentre i gestori dell’esercizio erano stati deferiti all’autorità giudiziaria per disturbo della quiete pubblica e del riposo delle persone.
La chiusura è arrivata anche dopo una petizione presentata dai residenti in Comune. In seguito alle proteste era stato adottato un provvedimento urgente con la limitazione dell’orario di apertura e la chiusura anticipata del locale. L’obiettivo indicato era tutelare la quiete pubblica, la sicurezza e la vivibilità della zona, in un contesto descritto dai cittadini come caratterizzato da disagi ripetuti.
Controlli e presenza di clienti con precedenti
Il provvedimento del questore è stato emesso al termine dell’attività istruttoria della Divisione polizia amministrativa e sociale della questura. Gli accertamenti si sono basati anche sulla proposta e sui numerosi interventi dei carabinieri della stazione cittadina. Durante i controlli effettuati tra maggio e luglio, i militari avevano rilevato la presenza abituale di clienti con precedenti.
Tra i precedenti segnalati figuravano reati legati all’uso, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a lesioni personali, danneggiamento, rissa e minaccia. Erano inoltre emersi precedenti per accensioni ed esplosioni pericolose, fabbricazione e commercio di materie esplodenti e introduzione nello Stato di monete false.
La questura ha spiegato che gli accertamenti avevano evidenziato una situazione ritenuta potenzialmente in grado di incidere negativamente sull’ordine e sulla sicurezza pubblica, con un concreto allarme sociale per la collettività e per gli abitanti della zona. La misura ha natura preventiva e cautelare ed è finalizzata a interrompere le situazioni di rischio e a impedire il protrarsi di condizioni considerate pericolose per la sicurezza urbana.