Un uomo che stava facendo jogging è stato aggredito da una persona con il volto coperto da una maschera ispirata a Jason, il personaggio della saga Venerdì 13. L’episodio è avvenuto poco dopo le 7 del mattino nel bosco dietro il cimitero di Camnago, frazione di Lentate sul Seveso. La vittima, Daniele Saccon, ha riferito di essere stata colpita con un’arma artigianale simile a un tirapugni e ha presentato denuncia ai Carabinieri.
L’aggressione nel sentiero
Secondo la ricostruzione fornita dall’uomo, l’aggressore è sbucato dai cespugli mentre percorreva il bosco vicino casa. Il volto era nascosto dalla maschera e sulla mano destra avrebbe indossato un oggetto realizzato con stoffa o nastro adesivo, sul quale erano fissati pezzi di vetro e lamette. Saccon ha raccontato che l’autore avrebbe tentato di colpirlo al viso, con l’intento di provocargli ferite e sfregiarlo.
Durante l’assalto il runner è stato raggiunto di striscio alla tempia. Il colpo gli ha provocato una ferita al volto, ma la vittima è riuscita a reagire e a colpire l’aggressore al costato. L’uomo mascherato sarebbe quindi fuggito dal luogo dell’aggressione, mantenendo il volto coperto. Saccon ha spiegato di non avere con sé né telefono né denaro e di non essere stato derubato: secondo il suo racconto, l’obiettivo dell’aggressore sarebbe stato quello di fare del male alla prima persona incontrata.
La denuncia ai Carabinieri
Subito dopo l’episodio, Saccon si è rivolto ai Carabinieri e ha formalizzato una denuncia. I militari hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica e identificare la persona responsabile. Al momento non risultano, nel testo della denuncia riportato, elementi che consentano di attribuire un’identità all’aggressore.
La vittima ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni di sicurezza dell’area. A suo dire, nel bosco e nelle zone adiacenti non sarebbero presenti telecamere, nonostante precedenti segnalazioni relative alla presenza di persone sospette e a un possibile utilizzo dell’area per attività di spaccio. Si tratta di circostanze riferite da Saccon e che dovranno eventualmente essere verificate dagli investigatori.
L’uomo ha definito grave la situazione e ha sostenuto che non dovrebbe essere necessario avere paura di frequentare il boschetto vicino alla propria abitazione. Ha quindi auspicato interventi per aumentare la sicurezza, compresa l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti già segnalati dai residenti. Al termine del suo racconto, Saccon ha ringraziato le persone che gli hanno espresso vicinanza dopo l’aggressione.