Al Centro Maria Letizia Verga è stato avviato un laboratorio di uncinetto rivolto ai bambini e agli adolescenti in cura per patologie oncoematologiche. L’iniziativa si inserisce tra le attività promosse nella struttura, dove arrivano piccoli pazienti da tutta Italia e anche dall’estero, con l’obiettivo di offrire momenti di condivisione e sollievo durante il percorso sanitario.
Un’attività per ridurre ansia e tensione
Il lavoro con fili e uncinetti permette ai partecipanti di riunirsi, imparare nuove abilità e concentrarsi su un progetto concreto. I gesti manuali e ripetitivi, secondo quanto spiegato dalla psicopedagogista del Progetto Adolescenti Lorella Boccalini, possono contribuire a ridurre ansia e stress, favorire il rilassamento e attenuare la percezione del dolore.
Il laboratorio non si limita all’apprendimento di una tecnica. Per i giovani coinvolti rappresenta uno spazio di socializzazione, nel quale trascorrere alcune ore lontano dalla routine delle terapie e dalle preoccupazioni legate alla malattia. Anche attraverso la realizzazione di piccoli manufatti, bambini e ragazzi possono esprimere creatività, pazienza e desideri, ritrovando una dimensione di normalità.
Il progetto si svolge presso il centro di Monza grazie alla collaborazione delle volontarie Lilly e Nico. Ogni settimana portano i gomitoli di lana e affiancano i partecipanti nell’attività, aiutandoli a dare forma alle proprie idee. Il coinvolgimento dei volontari affianca il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario, contribuendo alla costruzione di un ambiente attento anche agli aspetti emotivi dell’assistenza.
Il sostegno della rete del centro
Nel Centro Maria Letizia Verga le iniziative dedicate ai pazienti comprendono attività pensate per accompagnare non soltanto le cure, ma anche la vita quotidiana dei minori e delle loro famiglie. In questo contesto, l’uncinetto diventa un’occasione per stare insieme e recuperare energie, mentre le mani impegnate nella lavorazione aiutano a mantenere l’attenzione sul presente.
La serenità osservata durante gli incontri, anche quando i volti dei ragazzi sono coperti dalle mascherine, è indicata dal centro come uno degli effetti più evidenti dell’esperienza. Il laboratorio offre così un momento di pausa e relazione, sostenendo la possibilità di guardare al futuro attraverso attività semplici, condivise e alla portata di età diverse.