Simone è un ragazzo di 16 anni che, dopo la scuola, ha deciso di lavorare in un ristorante per guadagnare qualche soldo e pagarsi le vacanze con gli amici. Tuttavia, il trattamento che ha subito sul posto di lavoro è ben più grave di quanto ci si possa aspettare.
La denuncia è stata fatta da Nico Acampora, fondatore di PizzAut, la prima pizzeria in Italia gestita da persone autistiche. La storia di Simone è emersa quando il giovane è andato a mangiare nel locale di Acampora e ha deciso di confidargli la sua situazione. Simone ha rivelato di essere pagato 5 euro all’ora per un lavoro in nero, senza alcun contratto, assicurazione, contributi, ferie o malattia.
Le parole del datore di lavoro
Acampora ha riportato sui social le parole offensive che Simone ha ricevuto dal suo datore di lavoro: “sei talmente handicappato che non puoi lavorare nemmeno da PizzAut”. Questo commento ha colpito profondamente il giovane, che si è sentito imbarazzato e ferito. Acampora ha deciso di rendere pubblica la storia di Simone per denunciare la situazione di sfruttamento che il ragazzo sta vivendo.
In risposta alle affermazioni del datore di lavoro, Acampora ha sottolineato che presso PizzAut tutti i lavoratori, compresi quelli con disabilità, sono assunti in regola. “Vorrei ricordargli che qui gli ‘handicappati’ sono tutti assunti in regola”, ha affermato Acampora, evidenziando che i dipendenti ricevono stipendi adeguati, tredicesima, quattordicesima, liquidazione e diritti lavorativi. Ha invitato il datore di lavoro di Simone a visitare PizzAut per imparare come si gestisce un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso.
La storia di Simone ha suscitato un ampio dibattito sui social, evidenziando le problematiche legate al lavoro in nero e alla discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. La vicenda è diventata virale, portando alla luce la necessità di una maggiore tutela per i giovani lavoratori e per le persone con disabilità nel mondo del lavoro.